Una mizvà che salva la vita


     Già prima di partire per la Corea, rispettare le regole Ebraiche nell’esercito Americano, non fu semplice per Zalman, ma in quel paese lontano, la cosa divenne pressoché impossibile. Zalman non si scoraggiò, e affrontò tutti i sacrifici possibili, pur di non contravvenire all’halachà. La difficoltà maggiore, era quella di trovare acqua sufficiente per bere e per il lavaggio delle mani. 

    Spesso Zalman rinunciò a bere, per non sprecare la poca acqua, che gli serviva a fare ciò che il Rebbe gli aveva raccomandato. Quando l’acqua mancava del tutto…. Zalman non mangiava!

   Un giorno, allo stremo delle forze, resistendo alla tentazione di mangiare qualcosa in ogni caso, pur di sfamarsi, Zalman decise di allontanarsi dal campo, alla ricerca di acqua. Dopo un lungo girovagare, arrivò ad un villaggio abbandonato e lì, grazie a D-O, trovò un po’d’acqua. Con senso di gratitudine verso D-O, si lavò le mani, fece la benedizione e mangiò un tozzo di pane, suo unico cibo. 

    Si era fatto tardi ed era tempo di tornare, prima di ricevere una punizione, per quell’assenza non giustificata. Avvicinandosi al campo, un fortissimo scoppio lo fece sobbalzare.

    Del fumo saliva dalle tende dove erano rimasti i suoi compagni e dove, non molto tempo prima, era anche lui. Una gigantesca esplosione aveva distrutto il campo e tutti i soldati che erano lì, erano morti. Tutti, tranne Zalman Cohen. Cosa sarebbe successo, se Zalman non avesse ascoltato alla lettera la raccomandazione del Rebbe? Zalman sapeva, che doveva la sua vita al Rebbe!

#Rebbe #zalman

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