Una domanda difficile


Un giorno, rav Shmùel Munkes, mentre era in cammino per Lyòzna, incontrò un Ebreo, che andava nella sua stessa direzione. Durante la conversazione, che si stabilì fra di loro, venne fuori che quell’Ebreo si vantava di essere un grande conoscitore di Cabala, e che aveva deciso di incontrare l’Admòr HaZakèn, per metterlo alla prova con domande sui pochi punti, che non aveva completamente compreso. Così avrebbe visto se quel saggio fosse veramente così brillante, come si diceva.

       Rav Shmùel pensò che la presunzione di quell’uomo, che osava mettere alla prova il Rebbe, avesse bisogno di una lezione. Gli si rivolse allora con una preghiera: avrebbe potuto presentare al Rebbe, anche da parte sua, una domanda di Cabala, che lo tormentava da tempo? L’Ebreo accettò. La domanda era:

    “E’ scritto in un testo di Cabala: – All’inizio era sparsa, poi divenne una cosa sola. Arrivò quindi al livello di un grande cerchio. Gli venne applicato allora il livello di tre linee e prese l’aspetto di un triangolo, con un punto nel mezzo. Attraverso l’unione poi dei fondamenti dell’acqua e del fuoco, fu finito e divenne buono.-“

    L’Ebreo, colpito dalla profondità della domanda, la rivolse subito, non appena fu giunto dal Rebbe. La risposta fu immediata:

      “Si tratta di un…. tortellone (Kreplach)!”

    L’Ebreo non credeva alle proprie orecchie. Come era possibile? “E’ semplice, – disse il Rebbe – come farina è sparsa, poi, impastata, si unisce; spianata in un cerchio, viene poi tagliata in un triangolo, nel quale si mette della carne. Ripiegati i lati, si mette nell’acqua, sul fuoco…ed è buono.”

    Il povero Ebreo, capì come era stato folle a pensare di essere un esperto di Cabala, e lasciò la stanza del Rebbe con grande umiltà.

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