“Una dimora nei mondi inferiori”


Due opposti entrambi necessari Per fare una dimora per D-O “nei mondi inferiori”, tuttavia, sono necessari due aspetti, all’apparenza opposti. Innanzitutto, l’individuo deve annullarsi completamente, nella consapevolezza che egli è solo un emissario di D-O, e in quanto tale egli non deve agire, per carità, in alcun modo che sia contrario alla volontà di D-O, così come essa si trova espressa nella Torà. Anche quando pensa che, agendo non in conformità del volere Divino, egli potrebbe avere una maggiore influenza sul proprio ambiente, se ne deve astenere. Se infatti un emissario agisce in opposizione ai dettami di chi lo ha nominato, egli cessa di essere il suo emissario. D’altro canto, perché un individuo riesca a diffondere la luce dell’Ebraismo e ad influenzare gli altri, egli deve usare il proprio intelletto, l’opposto cioè dell’atto di annullarsi. Questa capacità di utilizzare le proprie facoltà, è addirittura un prerequisito indispensabile per divenire un emissario, come è affermato chiaramente che ‘un emissario deve essere bar daat (capace di intendere e di volere e di assumere iniziative)’. Questi due attributi, così essenziali per la missione di “fare una dimora per D-O nei mondi inferiori”, riflettono le due componenti di questa missione: “una dimora” e “nei mondi inferiori.”

Il compito di ogni Ebreo Il concetto di “una dimora” mette in rilievo il fatto che la rivelazione del Divino in questo mondo deve avere le stesse qualità che permettono a una persona di sentirsi a casa propria. Quando una persona è fra la gente, non è libera di essere quello che veramente è. Quando invece è a casa sua, può rivelarsi completamente per quello che è, senza alcun vincolo. Il concetto di “nei mondi inferiori” enfatizza il fatto che questa rivelazione è così intensa da permeare l’essenza stessa del mondo materiale. Ciò spiega anche perché ci siano due aspetti nella missione di “fare un dimora per D-O nei mondi inferiori”: da un lato, ad ogni Ebreo è affidata questa missione in egual misura; d’altro lato, ognuno ha i suoi compiti specifici da svolgere. Riguardo alla preparazione di una “dimora”, tutti gli Ebrei sono assolutamente uguali, poiché ognuno di essi possiede un’anima che è “una vera e propria parte di D-O”, ed essi sono quindi degli emissari di D-O. Per questo, ogni buona azione compiuta da un Ebreo serve a rivelare l’essenza di D-O, contribuendo così a fare una “dimora” per Lui. Tuttavia, al fine di permeare le varie entità che compongono la realtà materiale dei “mondi inferiori” con questo intenso grado di santità, è necessario che le azioni compiute si adattino ad ognuna di queste entità e ad ogni livello. Qui, ogni Ebreo ha la sua personale missione, attraverso la quale egli purifica ed eleva la sua parte nel mondo. Alla luce di tutto ciò, noi possiamo facilmente comprendere perché, per poter “fare una dimora per D-O nei mondi inferiori”, sia necessario presentare entrambi gli aspetti, sia quello di una completa abnegazione, che quello di un pensiero indipendente. Per essere un vero e proprio emissario, una persona deve essere completamente dedita a D-O, annullandosi di fronte a Lui, poiché D-O risiede solo presso gli umili. Allo stesso tempo, per avere una migliore influenza sui “mondi inferiori”, una persona deve essere in grado di raggiungerli, di rapportarsi ad essi, cosa che richiede l’uso della propria capacità autonoma di pensiero. (Basato su Sèfer HaSichòt 5748, pag. 138 – 143, Likutèi Sichòt, vol. 25, pag. 364)

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