Un albero particolare


     I soldati che vennero ad arrestarlo, lo fecero salire su una grande carrozza nera,

    Il viaggio doveva durare più giorni, e quando fu venerdì, alcune ore prima dell’inizio dello Shabàt, il Rebbe chiese all’ufficiale di fermare la carrozza, per non violare la santità del Sabato. La risposta fu negativa. Figuriamoci se adesso un prigioniero comincia a dare ordini! Dopo pochi metri… l’asse di una ruota si ruppe!

    L’ufficiale, per niente preoccupato, fece chiamare un uomo dal villaggio vicino, per ripararla. L’asse era pronta, ma appena ripresero il viaggio… uno dei cavalli cadde al suolo, morto! Fu comprato un altro cavallo nel villaggio. 

    A questo punto, l’ufficiale si rese conto che il suo prigioniero non era un uomo 

    Là, sotto un albero, il grande Zadìk trascorse il santo Shabàt. Questo posto divenne mèta di preghiera per gli Ebrei di Nevel, un paese non lontano da lì. Venne tramandato per tante generazioni, che la vecchia strada era fiancheggiata da file di vecchi alberi morti, ma nel punto dove si era fermato il Rebbe, cresceva un maestoso e frondoso albero… La sola vista di questo albero, dicevano, portava alla teshuvà (pentimento) il più incallito peccatore, che ritornava con tutto il cuore a servire HaShem.

#Ebraismo #hazak #pentimento

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