Uguaglianza: non a tutti i costi


Preservare l’unicità La spiegazione a ciò la si trova allusa nelle parole di Moshè Rabèinu: “Al mattino l’Eterno farà sapere” (Bemidbàr 16, 5), che vengono interpretate così dal Midràsh: “Disse loro Moshè, D-O ha distinto dei confini nel suo mondo. Potete voi mescolare il giorno e la notte?!… Se potete impedire questa distinzione che D-O ha fatto differenziando il giorno dalla notte, allora potrete annullarla”. Il significato di queste parole è che D-O ha creato il mondo in modo che ogni cosa o essere creato abbiano proprie caratteristiche e limiti che li definiscano e li distinguano da ogni altra cosa creata. Questa differenziazione è essenziale per l’esistenza del mondo, poiché ogni creatura ha un compito specifico, ed è stata creata in funzione del compito che deve svolgere. La perfezione di ogni creatura è proprio quando essa preserva la propria definizione e le proprie caratteristiche peculiari e adempie, grazie ad esse, al proprio compito. Se una creatura non realizza gli scopi per i quali è stata creata, ma cerca di assomigliare a qualcos’altro, causa confusione in tutto l’ordine della creazione.

Una divisione Divina La divisione fra Sacerdoti, Leviti e Israeliti (e, fra i Sacerdoti stessi, fra sacerdoti semplici e il Sommo Sacerdote) non fu una divisione arbitraria. Questa fu una divisione Divina delle diverse anime del popolo d’Israele, che furono create in modo differente l’una dalle altre, in corrispondenza alla missione spirituale affidata ad ogni tipo. La volontà di D-O è che ognuno di questi tipi svolga uno compito particolare, e perciò fu stabilita questa distinzione. L’annullamento delle separazioni fra i tipi diversi nel popolo d’Israele, non solo non avrebbe portato ad un’unità, come pensava Kòrach, ma, al contrario, la cosa avrebbe recato rovina, divisione e distruzione. La vera unità non significa smorzare l’unicità espressa da ogni particolare, ma il contrario, e cioè il pieno utilizzo di tutte le forze caratteristiche di ogni particolare, per lo scopo comune. È necessario che vi siano Sacerdoti, Leviti e Israeliti, e che ognuno di essi offra all’intero popolo ciò che egli può offrire, a seconda della sua definizione e del suo compito.

L’importanza delle separazioni La storia di Kòrach contiene un insegnamento eterno, valido anche per i nostri giorni: c’è chi pensa che per ‘l’unità’ e per ‘la pace’ sia permesso rinunciare a diversi tipi di separazione: quelle fra uomini e donne, fra opinioni e fedi, fra Israele e le nazioni, e così via. Dalla parashà di Kòrach noi impariamo che simili atti non solo non conseguono l’unità, ma portano alla divisione dei cuori. Cose che per loro natura devono essere separate (come il fuoco e l’acqua), non possono portare benedizione se non quando sono distinte e separate. Ed è questa la via per la vera unione e per la vera pace.

(Likutèi Sichòt, vol. 18, pag. 202)

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