Saper riconoscere cos’è l’essenziale


L’illusione prodotta dalla natura A prima vista, non risulta per nulla chiara la risposta che il profeta Geremia diede agli Ebrei che chiedevano: “donde trarremo il nostro sostentamento?” Non è forse vero che fu solo quando si trovarono nel deserto del Sinai che gli Ebrei mangiarono la manna, mentre ora la manna non scende più dal cielo, e l’uomo deve arare e seminare per trarre il pane dalla terra?! Ma qui noi arriviamo all’importante significato che è celato nella manna: la manna rappresenta per noi non solo la misericordia che di D-O ci elargì allora, nel deserto del Sinai, ma il modo che D-O ha in generale di sostentarci, anche qui ed oggi. Quando noi ariamo e seminiamo la terra perché da essa ne spunti il grano, il processo ci sembra del tutto naturale. Noi non vediamo in ciò alcun miracolo, né alcuna forza soprannaturale all’opera. La sensazione quindi è che, se vi è qualcuno da ringraziare, questo è l’uomo che ha seminato ed arato e la terra che ha prodotto il raccolto. Anche il lavoratore che riceve lo stipendio tende a pensare che egli vive e trae il proprio sostentamento grazie al suo datore di lavoro.

Il ‘canale’ non è l’essenziale La verità delle cose è che ci troviamo qui davanti ad una grande illusione. La terra che produce il raccolto e il datore di lavoro che dà lo stipendio non sono che ‘canali’ attraverso i quali D-O fornisce all’uomo l’abbondanza. La vera benedizione ed il reale sostentamento vengono da Lui, solo che Egli si serve di mezzi naturali, attraverso i quali farci arrivare il sostentamento. L’Ebreo, il cui pensiero si basa su concetti di verità, sa che non ha senso dare tutta l’importanza al ‘canale’, trascurando la fonte stessa dell’abbondanza. Ad un simile Ebreo, (nonostante egli lavori per sostentarsi, dato che anche il ‘canale’ è necessario), non verrà mai in mente di fare del lavoro la cosa più importante della sua vita, rendendolo così di ostacolo al suo studio della Torà, alla sua preghiera ed al suo adempimento dei precetti, poiché in questo modo egli perderebbe completamente di vista la fonte del suo sostentamento, la benedizione di D-O.

Gli espedienti non servono Questo tipo di Ebreo sa anche che l’astuzia e gli espedienti negli affari non gli porteranno un maggiore guadagno, ma alla lunga gli recheranno anche danno. Egli ha fede e sa che D-O ha stanziato per lui la sua porzione di guadagno, e tutto quello che egli deve fare è creare un ‘recipiente’ adatto a riceverlo. Per arrivare a riconoscere ciò, noi abbiamo bisogno della fede, poiché D-O ci fa arrivare la Sua benedizione attraverso mezzi naturali, che nascondono il processo nella sua verità e nella sua interiorità. È questo l’importante significato della manna. La manna riflette per noi, in modo manifesto, la realtà: il fatto cioè che il sostentamento ci viene da D-O, e che ogni nostro espediente non porta a niente, poiché ognuno riceverà esattamente, né più né meno, la parte che è stata stanziata per lui. Così la manna rafforza la fede in D-O e la certezza che Egli fornirà ad ognuno ciò di cui ha bisogno, spiritualmente e materialmente. (Tratto da Likutèi Sichòt, vol. 31, pag. 85)

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