Quando l’arrosto sembra troppo buono…


 I chassidìm erano seduti attorno alla tavola, e con la gioia che sempre accompagnava i loro incontri, alternavano brindisi, a parole di Torà e canti chassìdici. Quella volta la gioia era anche maggiore, poiché la famiglia del macellaio aveva preparato per loro una rara delicatezza: un polmone arrostito.

      Rav Shmùel Mùnkes aveva il compito di portarlo in tavola, ed infatti fece il suo ingresso nella sala, con il piatto fumante in mano ed un allegro sorriso sul viso. Il profumo della pietanza aveva già fatto venire a tutti l’acquolina in bocca. Rav Shmùel, però, invece di servire il cibo, iniziò una danza frenetica, mentre, con l’abilità di un equilibrista, teneva in bilico il piatto dell’arrosto. A quella vista, all’inizio tutti scoppiarono a ridere. Il profumo del cibo, però, era così invitante, che ben presto il divertimento dei presenti si trasformò in fastidio ed in nervosismo. Nessuno voleva più aspettare, cosicché cominciarono a reclamare a gran voce, perché l’arrosto venisse finalmente servito.

     Rav Shmùel, però, si rifiutò e continuò a danzare, tenendo il piatto in alto, fuori dalla portata dei compagni. Al colmo dell’esasperazione, qualcuno si alzò per prendere con la forza il piatto dalle mani di rav Shmùel. Fu in quel momento che egli, accortosi dell’intenzione, con un gesto improvviso, gettò il contenuto del piatto in un secchio pieno di acqua sporca. I chassidìm, sbalorditi, gridarono con rabbia contro rav Shmùel, che imperterrito, continuò la sua gioiosa danza.

     Molti erano già pronti a dargli la punizione che si meritava, quando la scena fu interrotta dall’irruzione del macellaio che gridava: “Fermi! Non mangiate il polmone! C’è stato uno sbaglio! E’ tarèf!” A quel punto, tutti guardarono con stupore verso rav Shmùel. Il suo gesto inspiegabile li aveva salvati. Come era possibile che egli sapesse?

      Rav Shmùel, allora, spiegò l’accaduto. “Quando ho preso il piatto, ho sentito improvvisamente un irrefrenabile desiderio di mangiarne il contenuto, e così ho visto che succedeva per tutti voi. Non è possibile –mi sono detto- che un cibo permesso susciti un simile desiderio. Ed è così che ho buttato via il polmone. E questo è tutto!”

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