Più la cosa è importante, più grandi sono gli ostacoli


Il compito dell’istinto del male È noto che, in tutto ciò che riguarda il peccato dell’Albero della Conoscenza, sono celati molti segreti della Torà. Ciò non toglie che sia nostro compito comunque e sempre trovare spiegazioni al livello semplice della Scrittura. Allo stesso modo, noi dobbiamo arrivare a trarre anche un insegnamento pratico da questa parashà, essendo per l’appunto la Torà, nel significato stesso del suo termine, sempre e comunque un ‘insegnamento’. Lo scopo della creazione dell’istinto del male nel mondo è quello di costringere l’uomo a combattere per ogni cosa e conquistarla con le proprie forze e per sua libera scelta. Il compito dell’istinto del male è quello di attivare tutte le sue forze per impedire all’uomo di fare la volontà di D-O. Questo suo compito, l’istinto del male lo svolge con fedeltà, e lo sa attuare per vie diverse, con astuzia, adulazione e distrazione, tutto pur di ottenere il suo scopo.

L’istinto del male si dà da fare Dato che il fine dell’istinto del male è quello di impedire all’uomo di fare la volontà di D-O, esso intensifica i suoi sforzi in proporzione all’importanza e alla grandezza del comando Divino. Può essere che la cosa di per sé sia piccola e semplice; ma nel momento in cui questa cosa piccola e semplice diviene oggetto di un comando Divino che è di grande importanza, l’istinto del male comincia a suscitare un mucchio di ostacoli, opponendo argomentazioni di tutti i tipi, per far sì che l’uomo non lo osservi. Per questo può succedere che l’opposizione più forte, l’istinto del male la scateni contro un precetto dei rabbini, o persino contro una semplice usanza. Infatti, per quel che concerne l’anima dell’uomo, proprio questi precetti dei rabbini o queste usanze sono della massima importanza. A proposito del detto dei nostri Saggi – “A cosa era più attento tuo padre?”- la Chassidùt insegna che ogni anima ha dei precetti particolari che riguardano la sua specifica missione in questo mondo, e per questo egli deve fare attenzione in modo speciale a quei precetti o a quelle usanze. Questa è anche la spiegazione alla regola: “chiunque sia più grande del suo compagno, il suo istinto del male è più grande del suo”. Le opere di un uomo grande hanno maggiore importanza e forza, e per questo gli sforzi dell’istinto del male si intensificano, concupendolo con forti e difficili tentazioni, corrispondenti alla sua grandezza spirituale, per impedirgli di fare la volontà di D-O.

Bisogna imparare dall’istinto del male Ciò spiega il peccato dell’Albero della Conoscenza. Proprio perché Adamo fu una creazione diretta delle mani di D-O, proprio per l’importanza enorme del comando riguardante l’Albero della Conoscenza (che si può dedurre dall’enorme discesa causata dall’inadempimento di quel comando) – l’istinto del male (il serpente) si adoperò con tutte le sue forze, tanto da riuscire a tentare Adamo e far sì che egli non obbedisse al comando Divino. La lezione che possiamo imparare da ciò è che, quando vediamo che l’istinto del male si erge davanti a noi con forza particolare e cerca di evitare che noi adempiamo a determinati precetti, o ci induce a compiere qualche peccato, noi dobbiamo dedurre da ciò che quel precetto o quel peccato siano cruciali per noi. Così accade che sia proprio l’istinto stesso del male ad insegnare all’uomo l’importanza delle cose, e a portarlo ad un migliore rispetto dei precetti. (Da Likutèi Sichòt, vol. 3, pag.747)

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