Per cominciare ‘faremo’, e poi ‘ascolteremo’


Un’aggiunta che sminuisce? Non solo: quest’aggiunta di ‘ascolteremo’ sembrerebbe addirittura sminuire il valore della sottomissione espressa dalla dichiarazione ‘faremo’. Nonostante nella loro dichiarazione essi antepongano il ‘faremo’ all’‘ascolteremo’, in ogni caso, essi pretendono anche di capire. Una sottomissione completa comporta invece che l’Ebreo compia le mizvòt non in seguito ad una comprensione intellettuale, ma per il solo fatto che esse rappresentano la volontà di D-O. Nonostante l’Ebreo non debba solo adempiere alla Torà con le sue azioni (‘faremo’), ma anche studiarla e comprenderla con il suo intelletto (‘ascolteremo’), ciò deve essere tuttavia fatto anch’esso per accettazione del giogo Celeste. Come D-O ha comandato l’esecuzione di precetti che comportano l’azione, così Egli ha anche comandato quelli riguardanti lo studio e la comprensione della Torà. Risulta da ciò, quindi, che anche lo studio della Torà rientra nella categoria del ‘faremo’.

Due corone Riflettendo sulle affermazioni dei nostri Saggi, si scopre che la dichiarazione ‘ascolteremo’ non sminuisce affatto quella di ‘faremo’, ma costituisce essa stessa un livello estremamente elevato. I nostri Saggi dicono che, quando i Figli d’Israele dichiararono “faremo e ascolteremo”, vennero gli angeli e legarono ad ogni Ebreo due corone, una per il ‘faremo’ ed una per l’‘ascolteremo’. Questo ci insegna che l’‘ascolteremo’ è una cosa elevata di per sè. Vi è qui un principio fondamentale e profondo che riguarda la dedizione dell’Ebreo a D-O. L’uomo può accettare su di sè il ‘giogo’ della Torà e delle mizvòt e adempiere di fatto a tutti i comandi Divini, lasciando tuttavia il suo mondo interiore al di fuori del servizio Divino. Nonostante di fatto egli osservi tutta la Torà, il suo intelletto e le sue emozioni non si identificano completamente con la volontà Divina. Questo non costituisce quindi un servizio Divino completo.

Di livello in livello All’Ebreo è richiesto di servire D-O non solo attraverso il ‘faremo’, ma anche con l’‘ascolteremo’. Egli deve comprendere con il suo intelletto e sentire con il suo cuore la bontà, il valore e la necessità della Torà e delle mizvòt. Inoltre, egli deve compenetrare anche la sua anima animale ed il suo corpo fisico di questa consapevolezza, fino al punto che l’istinto del male stesso che è in lui, arrivi all’amore per D-O, come è detto: “Amerai il tuo Signore con tutto il tuo cuore”, dove letteralmente è scritto “i tuoi cuori”, e cioè “con i tuoi due istinti”. Per questo, dopo che gli Ebrei dichiararono la loro completa sottomissione a D-O, ‘faremo’, essi arrivarono ad un livello più elevato, quello di ‘faremo e ascolteremo’. Con ciò essi dichiararono di non accontentarsi del semplice adempimento della Torà e delle sue mizvòt, ma di voler arrivare ad un grado più elevato, alla possibilità di comprendere e riconoscere anche intellettualmente la grandezza della Torà e delle sue mizvòt. Per questo gli angeli legarono loro due corone, poichè l’‘ascolteremo’ costituisce un livello superiore a quello della sottomissione e della dedizione alla volontà Divina, comprendendo esso non solo le azioni dell’uomo, ma anche il suo mondo interiore, il suo intelletto e le sue emozioni. (Dal ‘Libro dei Discorsi’ 5748, vol. 2, pag. 420)

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