Non temere il buio


Affrontare il quotidiano Una analisi più profonda, ci porta a scoprire che non solo non vi è qui alcuna contraddizione, ma che proprio dalla lettura di questo evento si rivela l’essenza interiore del giorno di Simchàt Torà. Questa festa segue tutte le altre feste di Tishrei e segna il loro termine. Essa è chiamata atzèret (assemblea), Sheminì Atzèret, poiché in essa vengono ‘assemblati’ ed interiorizzati tutti i contenuti spirituali delle feste che l’hanno preceduta. Simchàt Torà è quindi la fonte di energia per la vita quotidiana, che ricomincia dopo questo periodo di feste. Provare un’elevazione spirituale nei giorni che vanno da Rosh Hashanà a Yom Kippùr, per non parlare di Yom Kippùr stesso, e nella festa di Succòt, non è un evento straordinario. La vera prova è vivere con i contenuti e i profondi concetti spirituali delle feste, anche durante i giorni normali. Questo è ciò che contraddistingue Simchàt Torà: conferire la forza necessaria ad affrontare la vita quotidiana, i giorni ‘grigi’, quando non siamo più immersi nei picchi spirituali delle feste. L’epoca dei miracoli Per questo, proprio a Simchàt Torà leggiamo della morte di Moshè Rabèinu. Tutta la durata della vita di Moshè Rabèinu fu un’epoca di continui miracoli manifesti e di grande rivelazione Divina. I Figli d’Israele videro di fatto all’opera la mano di D-O, dai miracoli in Egitto all’apertura del Mar Rosso, fino a quelli vissuti nel deserto giorno per giorno. Non fu solo la manna a scendere dal cielo per merito di Moshè, ma anche tutti gli altri miracoli avvennero per suo merito. Persino il pozzo per merito di Miriam, e le Nubi della Gloria per merito di Aharòn, erano collegati a Moshè. Per questo, dopo la morte di Aharòn e di Miriam, il pozzo e le Nubi della Gloria tornarono per merito di Moshè.

Non bisogna lasciarsi impressionare Dopo la morte di Moshè Rabèinu cessarono questi miracoli quotidiani ed iniziò un’epoca di ascondimento. Nonostante D-O faccia miracoli sempre e ad ogni momento, questi, per la maggior parte, non sono manifesti, tanto che chi li vive non se ne rende conto. In un’epoca simile è difficile conservare la fede e l’attaccamento a D-O in tutto il loro vigore. Eppure, proprio questo nostro affrontare un simile periodo è prezioso agli occhi di D-O, dato che ciò costituisce lo scopo stesso della creazione. Per questo, dopo la scomparsa di Moshè, D-O disse a Yehoshua: “Sii fermo e risoluto”. Il messaggio di D-O è che non bisogna lasciarsi impressionare dal buio e dall’ascondimento Divino, ma bisogna rivelare anche in esso la verità Divina. È questo il collegamento fra la morte di Moshè e Simchàt Torà, poiché entrambi conferiscono la forza particolare necessaria ad affrontare quest’epoca di ascondimento e di mancanza di rivelazione del Divino, e di scoprire proprio in essa la luce della redenzione.

(Vigilia di Simchàt Torà 5715)

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