Lo chiameremo Meir


La testardaggine, quando applicata a cose positive ed alla santità può essere un’ottima qualità. In altri casi invece, può arrivare ad assurdi di questo tipo:

   Una giovane coppia, marito e moglie, si presentò un giorno dal loro rav con una richiesta bizzarra. Era appena nato il loro primo figlio ed essi volevano niente meno che… divorziare!

   Perchè? La moglie insisteva che il bambino venisse chiamato col nome di suo padre, che era un famoso rabbino e grande studioso, mentre il marito pretendeva di chiamare il figlio col nome del proprio padre che, pur essendo  solo un conducente di carrozza, era un Ebreo semplice e onesto, che si era sempre comportato con la massima modestia.

    Una lite terribile era scoppiata fra i due, la sera prima della circoncisione del bambino, e nessuno dei due era disposto a cedere ad alcun compromesso. Risultato? Non restava altra scelta che… divorziare!

   Il rav ascoltò con pazienza, pensò per alcuni minuti, ed ecco… gli venne una brillante idea. Egli si rivolse allora al marito chiedendogli: “Dimmi, qual’era il nome di tuo padre?”

“Meir”, rispose il marito.

 “E qual’era il nome di tuo padre?”, chiese il rav alla moglie.

“Meir!”, rispose la donna, con decisione.

 Il rav allora, sorridendo, disse: “In questo caso non c’è problema. Ho una soluzione buona per entrambi… Chiamerete il bambino… Meir!

  Se poi, crescendo, diventerà uno studioso di Torà, prenderà il nome dal nonno materno; se invece diventerà un semplice ed onesto Ebreo, prenderà il nome dal suo nonno paterno….!”

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