“Lechem Oni”


“Per sette giorni mangerai… pane azzimo – lechem oni (‘pane povero’, in ricordo dell’afflizione), poiché in fretta sei uscito dalla terra d’Egitto”(Devarim: 16, 3). La ‘fretta’ nell’uscire dall’Egitto è ciò che spiega le due leggi riguardanti la matzà:   1) l’impasto con cui si prepara la matzà non deve lievitare. Per questo va vigilato tutto il tempo, in modo da evitare che lieviti. 2) La matzà deve essere ‘lèchem oni’, e non ‘matzà ricca’. Anche se la ‘matzà ricca’ è permessa a Pèsach, essa non è adatta all’adempimento della mizvà di mangiare matzà. Chiaramente la ‘fretta’ spiega il motivo per cui la matzà non debba lievitare, poiché così fu anche all’uscita dall’Egitto. Ma qual è il nesso con la ‘fretta’ riguardo il fatto che la matzà debba essere ‘lèchem oni’?

‘Lèchem oni’ è fatto solo di farina ed acqua. L’acqua non ha sapore e non dà sapore alla matzà. La ‘matzà ricca’ è fatta con vino, olio, miele o succo di frutta. Questi liquidi hanno sapore ed arricchiscono, quindi, il sapore della matzà. Ci sono due modalità possibili nel Servizio di D-O. C’è quello del tipo ‘lèchem oni’, e quello del tipo ‘matzà ricca’. ‘Lèchem oni’ è Servizio di D-O senza motivazione logica o emotiva, puro adempimento della volontà di HaShem con ‘cabalàt ol’ (accettazione del giogo). Così HaShem ha comandato, così l’Ebreo esegue. Anche se, secondo la sua comprensione, non dovrebbe comportarsi così, anche se le sue emozioni lo spingono ad agire diversamente, e lui non ne percepisce il senso (gusto), come il pane povero manca di gusto, egli Serve HaShem pienamente. Egli annulla la sua volontà e la sua comprensione, ed esegue il comando di HaShem. Questo tipo di Servizio è chiamato ‘itkàfia‘ (da kfià– coercizione). Il male esiste, l’istinto del male cerca di sviare l’Ebreo dalla via della Torà e delle mizvòt, ma egli conduce la sua battaglia interiore, mette il male in uno stato di coercizione, di modo che solo il bene sia attivo in lui. Egli serve HaShem con totale annullamento, in opposizione persino alla sua comprensione ed alle sue emozioni.

 La ‘matzà ricca’  è un tipo di Servizio di HaShem, che si basa sulla comprensione. Un Servizio che, come la matzà ricca di gusto, ha bisogno di gusto (senso), di comprensione. E’ un Servizio accompagnato da una buona sensazione, da piacere, poiché esso viene da un riconoscimento profondo. A questo livello, l’Ebreo è libero da dubbi e conflitti interiori. Il suo intelletto e le sue qualità emozionali rifiutano qualsiasi azione, che sia contraria alla via della Torà e delle mizvòt. Il male che è in lui è completamente annullato. Questo Servizio è chiamato ‘itàpchra‘ (da hafichà – trasformazione). Il male si è trasformato in bene. Nulla più disturba. Il Servizio Divino è completo.

 All’uscita dall’Egitto il male non si era annullato. L’impurità dell’Egitto era rimasta in tutto il suo vigore. Per questo era indispensabile una condizione di ‘fretta’. I Figli d’Israele dovettero fuggire da essa, come è detto: “…che il popolo era fuggito…”. La matzà che mangiarono allora, fu ‘lèchem oni’, poiché questo fu il tipo di Servizio –itkàfia– costrizione al compimento delle mizvòt. Della Gheulà futura è detto: “Non di fretta andrete”. Non c’è bisogno di scappare dal male, poiché il male è completamente annullato. ” E toglierò lo spirito di impurità dalla Terra”, ‘itàpchra‘- il male sarà trasformato in bene. Nei giorni di Moshiach non vi sarà nessuna opposizione, nessun disturbo al Servizio di HaShem.

 Ed ecco il motivo per cui non si può uscire d’obbligo nella mizvà di mangiare l’azzima per mezzo della ‘matzà ricca’: oltre al fatto che nella sera del Sèder la mizvà della matzà deve essere in ricordo del ‘lèchem oni’ che mangiarono quando uscirono dall’Egitto, il Servizio del‘lèchem oni’ ha anche un vantaggio rispetto a quello della‘matzà ricca’. Infatti con l’ ‘itàpchra‘ il male si annulla, la condizione dell’uomo viene ad essere così purificata, che per il male non c’è più posto. Nonostante ciò, però, vi è una qualità particolare nell”itkàfia‘, nella guerra e nella vittoria sul male, nel lavoro dell’uomo e nel suo sforzo. Questo Servizio esprime un annullamento meraviglioso davanti ad HaShem, un fare la Sua volontà completamente, a volte contro l’emozione o la logica. Non si tiene conto della volontà personale, e si fa la volontà di HaShem. Un Servizio di HaShem completo, comunque, comprende entrambe le direzioni:  anche l’annullamento del male e la sua trasformazione in bene e anche il darsi completamente ad HaShem, ed il lavoro e lo sforzo dell’uomo.

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