La posizione ferma dell’Ebreo

Quando si tratta di Torà e mizvòt, all'Ebreo è richiesto di essere fermo e deciso. La forza per ciò, può derivargli solo dall'amore, che unisce il popolo d'Israele, in virtù dell'anima Divina, che lega ogni Ebreo a D-O ed al suo compagno Ebreo, in un'unità inscindibile.

Nizavìm (d)

    La parashà Nizavìm viene sempre letta prima di Rosh HaShanà. Secondo lo Zohar, vi è un'allusione al giorno di Rosh HaShanà nel primo verso della parashà. Sul verso: "Voi tutti vi trovate (state ritti) oggi dinnanzi all'Eterno, il vostro Signore", lo Zohar spiega che "oggi", si riferisce a Rosh HaShanà. "Voi vi trovate oggi", voi vi trovate a Rosh HaShanà. In questo verso, vi è celato anche un insegnamento, riguardante il comportamento, che è necessario adottare, prima di Rosh HaShanà, come preparazione a questo giorno. "Voi tutti vi trovate (state ritti) oggi  dinnanzi all'Eterno, il vostro Signore". Ogni parola, qui, è un insegnamento ed un'istruzione, su come bisogna comportarsi prima di Rosh HaShanà. "Voi vi trovate": 'Voi' – con riferimento ai Figli d'Israele. 'Vi trovate' – state ritti con fermezza e risolutezza. Gli Ebrei devono essere fermi e risoluti nel loro Ebraismo, nell'adempimento della Torà e delle mizvòt. Essi devono servire D-O, senza considerare in alcun modo le difficoltà e gli ostacoli. Gli Ebrei sono una minoranza, rispetto a tutte le nazioni del mondo, e,  nonostante ciò, essi devono 'stare ritti' rispetto al loro Ebraismo,  servire D-O con coraggio e con sicurezza, in una posizione decisa e ferma riguardo l'osservanza delle mizvòt. La capacità di 'stare ritti', si trova allusa nella prosecuzione del verso; 'voi tutti' – quando 'voi tutti', quando tutti i Figli d'Israele, sono legati l'uno all'altro, amandosi l'un l'altro, vi è la possibilità di 'stare ritti', di restare in una posizione decisa e ferma. Per mezzo dell'ahavàt Israel (l'amore per il compagno Ebreo), si rivela la forza meravigliosa del popolo d'Israele. A volte sembra impossibile arrivare alla vera ahavàt Israel. Ognuno è diverso dall'altro, con idee diverse, abitudini diverse, che lo differenziano dall'altro. Vi è chi pensa, che non esiste la possibilità di amare veramente ciascun Ebreo. Per questo il verso prosegue, dicendo: 'dinnanzi all'Eterno, il vostro Signore' – il legame comune con D-O è ciò che permette una vera ahavàt Israel. Quando l'uomo pensa a se stesso, alle proprie qualità, alle proprie caratteristiche ed alle proprie idee, egli si sente separato dagli altri, essendo egli differente da loro, riguardo a quei particolari. Egli non ha la possibilità di arrivare all'ahavàt Israel. Quando, invece, l'Ebreo medita sul suo legame con D-O, egli rivela la propria anima, un vera e propria parte di D-O Stesso, ed allora egli si sente vicino e simile al resto dei  suoi fratelli Ebrei, dato che ogni Ebreo possiede un'anima Divina! Quando si medita sul legame con D-O, si rivela l'anima, e dal lato dell'anima, tutti gli Ebrei sono alla pari e si assomigliano, e possono essere sempre uniti.

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    Se così, prima di Rosh HaShanà, è necessario pensare al legame con D-O, ed all'anima Divina che si trova in ogni Ebreo – 'dinnanzi all'Eterno, il tuo Signore' – ed in questo modo si arriva alla vera unità – 'voi tutti', ed è possibile, allora, una posizione salda – 'Voi state ritti'. Così, tutti saranno pronti ad arrivare al grande giorno, Rosh Hashanà, come è detto all'inizio della parashà: "Voi tutti vi trovate (state ritti) oggi dinnanzi all'Eterno, il vostro Signore". Che sia Sua volontà, che l'anno nuovo sia un'anno buono e dolce, nelle cose materiali come in quelle spirituali, nel modo di un bene, che sia anche manifesto e rivelato.

(Riassunto da 'Likutèi Sichòt', parte 9, pag.430-431)

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