La forza di Yosef


L’essenza di Yosef L’espressione ‘ossa’ (azamòt) allude all’‘essenza’ (azmiùt). Come le ossa costituiscono la forza ed il vigore dell’uomo, così le “ossa di Yosef” esprimono la sua essenza, la sua forza ed il suo vigore, la caratteristica principale di Yosef il Giusto. Ciò significa che, prendendo le ‘ossa’ di Yosef, in vista del viaggio nel deserto, Moshè prese con sé anche la caratteristica primaria e l’essenza stessa di Yosef. Qual’è l’essenza di Yosef? La risposta la si trova allusa nel suo stesso nome e nella spiegazione che sua madre Rachèl ne ha dato: “Voglia l’Eterno aggiungere a me un altro figlio” (Bereshìt 30:24). L’essenza di Yosef è rappresentata dalla sua capacità di aggiungere (lehosìf) ancora un figlio, e non un figlio qualsiasi, ma un “altro figlio”. Il significato di ciò è che Yosef trasforma l’‘altro’, colui che è lontano dal mondo della santità e da D-O, in ‘figlio’.

Un obbligo interiore Con l’uscita dall’Egitto, ha cominciato a formarsi nel popolo d’Israele un obbligo, una responsabilità reciproca che lega gli Ebrei l’uno all’altro. Tutti i Figli d’Israele sono giunti al grado di ‘figli’ rispetto a D-O, e dai figli è impossibile separarsi. Un figlio, anche se si è allontanato dal padre, è comunque sempre suo figlio. Moshè Rabèinu prese quindi con sé la capacità di Yosef il Giusto di raggiungere anche quel figlio che si è allontanato, che è diventato un ‘altro’, e di farlo ritornare alla sua condizione di ‘figlio’. E infatti, già alla fine della nostra parashà, la Torà descrive un simile caso. Amalèk combatté contro i Figli d’Israele a Refidìm, e attaccò in particolare coloro che erano più deboli, deboli nella loro fede e nelle loro azioni, ragione per la quale erano stati ‘rigettati’ dalle ‘nubi della gloria’ (dalla protezione Divina che accompagnò il popolo d’Israele durante tutto il suo viaggio nel deserto), così che Amalèk poté colpirli. Tuttavia, Moshè Rabèinu mandò Yehoshua a combattere Amalèk, così da salvare anche quegli stessi Ebrei deboli.

Tutti verranno redenti Moshè scelse proprio Yehoshua, in quanto egli era discendente di Yosef. È scritto infatti “E la casa di Yacov sarà un fuoco, la casa di Yosef una fiamma, e la casa di Essàv paglia” (Ovadia 1:18), ed Amalèk era discendente di Essàv. A Yehoshua fu comandato di prendere con sé uomini timorosi del peccato, di uscire con loro dalla protezione della nube verso il luogo del pericolo, e tutto ciò per salvare gli Ebrei deboli, gli emarginati che la nube aveva rigettato. Questa è la forza e l’essenza di Yosef! Questa è anche la via che conduce alla Redenzione completa. Grazie alla qualità essenziale di Yosef, che si è realizzata nel servizio Divino del popolo d’Israele nel corso di tutte le generazioni, non rimarrà neppure un solo Ebreo in esilio, e tutti, il popolo d’Israele per intero, compresi quelli che sono diventati per una qualsiasi ragione alla stregua di ‘altri’, tutti torneranno ad essere ‘figli’, e tutti saremo redenti per mano del nostro giusto Moshiach, nella Redenzione vera e completa. (Da Likutèi Sichòt, vol. 26, pag. 85)

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