La direzione giusta


       L’Admòr haZakèn pregò l’uomo di mandargli il figlio, con una qualche scusa. La cosa non era facile: l’ultima cosa che il ragazzo avrebbe voluto fare, era andare dal Rebbe. L’uomo, però, ebbe un’idea originale, che avrebbe potuto funzionare. Il figlio amava molto cavalcare, cosa che non era molto ben vista per un ragazzo Ebreo, temente di D-O. Egli, però, non vi faceva caso e, ad ogni occasione, usciva a cavallo, coi suoi amici non Ebrei. Il padre, allora, decise di mandarlo dal Rebbe, con un incarico, permettendogli di cavalcare fino a Liòzna. Affare fatto!

     Il ragazzo partì, e quando giunse a destinazione, fu accolto con calore dal Rebbe, che gli domandò, con quale mezzo fosse arrivato. Alla risposta del ragazzo, il Rebbe chiese quale fosse il vantaggio di viaggiare su un cavallo, piuttosto che su una carrozza. “Un buon cavallo corre molto più veloce e permette di arrivare molto prima a destinazione, di una carrozza”, rispose il giovane, con entusiasmo. “Hai perfettamente ragione”, gli disse il Rebbe, “a patto, però, che tu vada nella giusta direzione. Se sbagli strada, la velocità del cavallo ti farà trovare molto in fretta ben lontano da dove avresti voluto arrivare.” “Anche così, però, la velocità del cavallo ti può riportare molto presto sulla strada giusta, quando ti accorgi di aver sbagliato…”, disse il ragazzo. “Questo a patto che tu ti accorga di aver sbagliato strada”, intervenì il Rebbe.”Se te ne accorgi, prima che sia troppo tardi, se ti è chiaro che ti sei allontanato dalla giusta via, allora sì, puoi ritornare in fretta…”

      Le parole del Rebbe colpirono il giovane, ed egli improvvisamente vide la verità. Allora chiese, con voce umile, di poter rimanere a Liozna, e riprendere il suo studio della Torà, per poter poi tornare alla sua famiglia, come un Ebreo che osserva la Torà e le mizvòt.

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