Il sigillo del Sommo Sacerdote


La perfezione della santità Il Sommo Sacerdote stava nel Tempio tutto il giorno, e non ne usciva che di notte, o per una o due ore al giorno, per recarsi a casa sua. Anche la sua abitazione doveva essere a Yerushalàim (Gerusalemme). Tutto ciò sta a dire che il Sommo Sacerdote era un Ebreo collegato unicamente alla santità, ed egli non lasciava mai Yerushalàim. La parola Yerushalàim è composta dai due termini “yrà” (“timore / rispetto” di D-O) e “shalèm” (“completo”), e rappresenta il livello più completo del timore, un timore di D-O, puro e perfetto. I Greci si introdussero nel Tempio, riuscirono a distruggere l’altare ed a contaminare gli olii, ma l’ampolla d’olio che il Sommo Sacerdote stesso aveva sigillato, rimase intatta, e con essa accesero lumi che illuminano da migliaia di anni.

Difficoltà nel comprendere Una simile battaglia si conduce anche nell’anima di ogni Ebreo, in ogni tempo ed in ogni luogo. Il candelabro rappresenta l’anima Divina, “L’anima dell’uomo è la luce di D-O” (Proverbi, 20,27). L’olio rappresenta la saggezza. “Contaminarono tutti gli olii” rappresenta il tentativo di contaminare la saggezza Divina e di trasformarla in una saggezza umana. Se, D-O non permetta, la saggezza Divina viene ‘contaminata’, viene a crearsi una condizione nella quale è difficile all’uomo comprendere aspetti che riguardano il Divino. Può trattarsi di una persona estremamente saggia e intelligente, in grado di comprendere molto bene tutto ciò che concerne il campo della materia, ma quando arriva a questioni spirituali concernenti il Divino, essa non riesce nè a comprenderle nè ad afferrarle, ed esse rimangono completamente al di fuori della sua portata.

Un legame che fornisce forza Il consiglio che viene dato qui, è quello di cercare e trovare l’ampolla d’olio, riposta con il sigillo del Sommo Sacerdote. Come il Sommo Sacerdote è costantemente legato alla santità e ad un perfetto timore di D-O, così in ogni Ebreo esiste un punto interiore di Ebraismo, l’essenza dell’anima, che resta sempre puro ed intatto. Esso può essere in una condizione di sonno, ma quando viene risvegliato, scaturisce da esso una fiamma di fede, in grado di vincere l’“impurità” che ha penetrato l’intelletto dell’uomo. La via per risvegliare l’essenza dell’anima passa attraverso il collegamento con il ‘Sommo Sacerdote’ presente in ogni generazione, il Capo dei Figli d’Israele, che è anch’egli completamente immerso nel mondo della santità e non si sposta mai da Yerushalàim, dal timore perfetto di D-O. Egli fornisce ad ognuno che si colleghi a lui un’‘ampolla d’olio puro’, in grado di illuminare il lume della sua anima, così da arrivare al vero riconoscimento del Divino. (Igròt Kodesh, vol. 2, pag. 277)

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