Il dollaro ritrovato


Yossi Maimon e sua moglie si guardarono l’un l’altro, senza proferire parola. Anche la visita presso quel grande specialista non aveva portato a niente. Erano già passati sei anni dal giorno del matrimonio, ed il loro sogno di avere dei figli si ostinava a non avvverarsi. I dottori erano incapaci di spiegarne la ragione, in quanto nessun problema fisico sembrava poter ostacolare la loro capacità procreativa. I due si erano rivolti anche a diversi rabbini, in cerca di consigli e benedizioni. Ad un certo punto, Yossi decise di voler provare a rafforzare la sua osservanza dei precetti religiosi. Si rivolse allora all’emissario del Rebbe della sua città, Ghedera, che aveva conosciuto tempo prima.

  Rav Karniel lo accolse con calore e da allora Yossi si presentò con regolarità alle preghiere ed iniziò anche a partecipare con costanza ad alcune lezioni. Il mondo magico, secondo le parole di Yossi, della ChassidùtChabad lo aveva affascinato e conquistato. Solamente, egli non era disposto ad accettare la devozione senza compromessi dei chassidìm nei confronti del Rebbe e la fede intaccabile che essi riponevano in lui. Egli era molto attratto dalla figura eccezionale del Rebbe, dai suoi ideali sociali ed educativi, ma ciò gli bastava. Accadde un giorno, al termine di una lezione. Rav Karniel era al corrente del problema che assillava Yossi e la sua sposa, e gli si rivolse quindi con la proposta di scrivere una lettera al Rebbe. “Moltissimi Ebrei, di tutte le parti del mondo, di qualsiasi provenienza e corrente, scrivono al Rebbe, mettendo la loro lettera in modo casuale in uno dei volumi dell’Igròt Kodesh, una raccolta di lettere del Rebbe, ed in modo sorprendente trovano, nella pagina che si è aperta, un riferimento alla loro lettera, nella risposta che lì compare.”

   Una cosa simile era difficile da ‘digerire’ per Yossi. Scrivere al Rebbe tramite un libro! La cosa gli sembrava fin troppo mistica. Rav Karniel però non si arrese. “Cos’hai da perdere se provi?” Yossi finì per acconsentire. Il suo mestiere era quello di guida turistica, e nell’ambito del suo lavoro si era abituato ad incontrare usi fra i più bizzarri. Ciò che lo spinse ad accettare fu comunque più che altro lo spirito d’avventura e la curiosità, dato che non è che credesse veramente a quella possibilità. Rav Karniel promise anche a Yonni che gli avrebbe dato un dollaro che aveva ricevuto dalle mani del Rebbe, cosa che commosse molto il giovane. Egli comprendeva quanto prezioso fosse per un chassìd un dollaro ricevuto dal  Rebbe ed apprezzò molto la disponibilità di rav Karniel a privarsene per aiutarlo. Il giorno stabilito, Yossi arrivò al Beit Chabad dopo essersi precedentemente immerso nel mikve(ricettacolo di acque lustrali atte a purificare), come da istruzioni di rav Karniel. Egli prese anche su di sè una buona decisione riguardo il miglioramento del suo servizio Divino, in modo da creare un ‘recipiente’ capace di ricevere la benedizione, e mise qualche moneta nel bossolo per la carità. Dopo queste preparazioni, Yossi si sedette a scrivere al Rebbe. La risposta del Rebbe, che apparve nella pagina del volume che si era aperto, parlava di una maggiore attenzione che veniva richiesta nell’applicazione delle norme stabilite dalla Torà riguardanti la ‘purezza famigliare’.

   Yossi sentì un balzo al cuore. Era chiaro che la risposta aveva un evidente riferimento al contenuto della sua lettera, nonostante egli avrebbe preferito ricevere una benedizione esplicita per avere un figlio. Rav Karniel, però, non diede a Yossi la possibilità di rimuginare: “Hai ricevuto una risposta più che chiara!” Egli gli fece anche notare che il Rebbe citava più volte il nome del Rambam, il cui padre, Maimon, aveva lo stesso cognome di Yossi. Trascorso un mese e mezzo… accadde! “Quando mia moglie mi annunciò la notizia – racconta Yossi – sentii un brivido. La benedizione si era avverata! L’emozione mi sopraffece. Sentii che, oltre al grande dono che avevo ricevuto, ne avevo ricevuto anche un altro, non meno prezioso: il riconoscimento della vera grandezza del Rebbe, il Rosh Benei Israel (la Testa dei Figli d’Israele). Durante i mesi seguenti, prima del parto, Yossi e sua moglie ebbero ancora diverse occasioni di rivolgersi al Rebbe ed ogni volta ricevettero risposte stupefacenti. Rav Karniel, ovviamente, non dimenticò la promessa del dollaro che aveva fatto a Yossi. In quegli stessi giorni, Yossi si apprestava a visitare gli suoceri che abitavano in Brasile e, prima del volo, si accordò con rav Karniel per passare a prendere il dollaro.

   Due ore dopo essersi accordati, il telefono squillò in casa Maimon. “Non ci crederai, Yossi!”, tuonò la voce di rav Karniel, piena di emozione. “Mia madre ha trovato in casa sua una vecchia busta, contenente un dollaro che il Rebbe le aveva dato per me, ventinove anni fa, quando avevo dodici anni. Mia madre è estremamente ordinata di natura, ed una simile dimenticanza non le si addice nel modo più assoluto. Io sento che ‘qualcuno’ le ha fatto dimenticare il dollaro per farglielo trovare proprio adesso, così da potertelo dare!” A Yossi e sua moglie è nata una bellissima bambina che, già dai suoi primi anni, ha imparato a conoscere chi è il Rebbe. “Rebbe è una delle prime parole che ha imparato a dire”, rivela Yossi con fierezza.

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