"Ho sentito che il vostro commercio riguarda gli orologi"

"Ero sbalordito. Non ho parole per esprimere la cosa. Per me si trattò di una totale sorpresa. Avevo pensato che avrei forse ricevuto un segno, un’allusione. Ma una risposta come quella?!"

I numerosi clienti che riempivano sempre il negozio di gioielli di rav Chaim avevano cominciato a calare in modo inspiegabile. Già da tempo le vendite erano scese, soprattutto quelle degli orologi d’oro, che erano la fonte principale del suo guadagno. Tutti i tentativi di incrementare il ritmo delle vendite non avevano sortito effetto. Rav Chaim era un membro stimato nella comunità chassidica di Vizhnitz, timorato di D-O e studioso di Torà, e per garantire il sostentamento della famiglia vendeva gioielli ed orologi d’oro. Con gli anni si era costruito una solida e vasta clientela, ed ora... La situazione era così critica che rav Chaim cominciò a pensare seriamente di ridimensionare drasticamente il suo commercio, riducendo il personale, per adeguarsi a quella che, a quanto pare, sarebbe stata la sua nuova condizione. Racconta rav Chaim: “Un giorno, ero in sinagoga per la preghiera pomeridiana, accompagnato anche lì dall’ansia e dalla preoccupazione che non mi abbandonavano mai, e mi domandavo, mentre aspettavo l’inizio della preghiera, cosa avrei potuto fare per migliorare le cose. Fu allora che il mio occhio cadde su uno scaffale della libreria, dove spiccavano in bella vista dei volumi dell’Igròt Kodesh, una raccolta di lettere del Rebbe di Lubavich. Avevo già sentito vari racconti su come il Rebbe rispondeva a chi gli si rivolgeva per mezzo dell’Igròt Kodesh, e così mi ritrovai a pensare seriamente di chiedere anch’io una benedizione al Rebbe, per quella via. Mi preparai allora, dentro di me, a quel così particolare ‘incontro’. Pensai nei dettagli a tutti i problemi economici che si erano creati nella mia vita, alla mancata vendita degli orologi, come se stessi in quel momento raccontando tutto ciò al Rebbe. Quando ebbi finito, aprii uno degli Igròt Kodesh. Era il volume 12 alla pagina 210. Ancora oggi vengo percorso da un brivido di emozione, ogni qualvolta il mio ricordo torna a quel momento. Era una lettera in yiddish e già al suo inizio parlava di tranquillità dello spirito e di guadagno dei mezzi di sostentamento in tranquillità. ‘Mi è arrivata la vostra richiesta di benedizione per la serenità dell’animo e la tranquillità riguardo ai mezzi di sostentamento.’ Il mio cuore si riempì di gioia. Ecco, il Rebbe mi stava dando una benedizione per la tranquillità dell’animo e dei mezzi di sostentamento, cosa potevo volere di più? Continuai comunque a leggere il resto della lettera. Il Rebbe chiedeva di far controllare i tefillìn e di essere sempre molto attento a fare della zedakà (carità), prima della preghiera. Le parole successive mi mozzarono letteralmente il respiro. ‘Il vostro commercio riguarda gli orologi, e dagli orologi si deve trarre un insegnamento per il servizio Divino, poiché l’orologio è molto utile all’uomo, per il suo ordine di vita...’. Il Rebbe continuava poi traendo insegnamenti dalla meccanica dell’orologio per il servizio Divino: come una ruota ne faccia muovere un’altra, e questa una terza, e come così tutto il meccanismo delle ore funzioni. Da qui il Rebbe derivava l’insegnamento di come anche l’uomo agisca su questo mondo, e così anche i tefillìn agiscano sull’uomo...”. Ero sbalordito. Non ho parole per esprimere la cosa. Per me si trattò di una totale sorpresa. Avevo pensato che avrei forse ricevuto un segno, un’allusione. Ma una risposta come quella?! Andai poi a controllare in più lettere del Rebbe, se comparisse una frase come: “Ho sentito che il vostro commercio riguarda gli orologi”?! E il risultato fu: zero. Quella era l’unica lettera, ed era destinata a me... Da allora ho preso l’impegno di rafforzarmi su vari aspetti del mio servizio Divino, e in particolare sul controllo dei tefillìn, di cui la lettera parlava esplicitamente.” Quando si chiede a reb Chaim come vadano gli affari, egli sorride: “È presto detto. In poco tempo il commercio degli orologi tornò a fiorire come in passato, e ancora di più... Trascorso un anno, mia moglie ed io pensammo di provare ad organizzare una campagna pubblicitaria per il negozio, ma quando ci rendemmo conto degli enormi costi cui saremmo andati incontro, rinunciammo. Trascorse alcune settimane, mi trovai di nuovo in sinagoga, davanti agli Igròt Kodesh. Pensai allora di porre al Rebbe la domanda riguardo alla pubblicità, se convenisse investirvi somme così ingenti di denaro. “Aprii il libro e vidi una lettera nella quale il Rebbe parlava esplicitamente della propaganda che non lascia mai a mani vuote... Iniziammo la campagna e, grazie alla benedizione del Rebbe, gli affari non fanno che crescere e prosperare”...


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