HaYomYom: Venerdì, 8 Adàr 5778

Sabato                                                     8 Adàr 1                                                  5703

Una volta l’Admòr HaZakèn chiamò un giovane allievo del Magghìd e gli disse, nella sua consueta cantilena: ‘Io ho la mizvà di “e le insegnerete ai vostri figli”. Tu hai la mizvà di mantenere e provvedere alla tua famiglia. Facciamo cambio. Io ti darò quel che ti serve per compiere la tua mizvà e tu insegnerai a mio figlio (che divenne poi l’Admòr HaEmzaì).’

A quel punto, il Rebbe spiegò il metodo d’insegnamento: ‘La prima cosa è insegnare le lettere, l’alef- bet, e così via. Cos’è una alef? Un punto in alto, un punto in basso, ed una linea in mezzo: questa è una alef. Un bambino deve sapere che la alef della Torà è una yud in alto, una yud in basso, ed una linea di fede che le unisce. (La lettera yud è, fondamentalmente, un punto. ‘Alto’, si riferisce a D-O, nella Sua Essenza; ‘basso’ si riferisce all’essenza dell’anima di ogni Ebreo. La ‘connessione’ fra D-O e l’anima è la fede.)’

Un’altra versione: Una yud in alto – è l’anima; una yud (Ebreo) in basso – è il corpo; una linea di ‘timore del Cielo’ nel mezzo.

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Lunedì                                                     8 Adàr 2                                                 5703

Mio padre scrive, in una delle sue lettere: Una singola azione è meglio di mille sospiri. Il nostro D-O vive, e la Torà e le mizvòt sono eterne; lascia perdere i sospiri e sii assiduo nel servizio di fatto, e D-O sarà misericordioso con te.

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