HaYomYom: Giovedì, 7 Elùl 5780

Martedì                                                     7 Elùl                                                    5703


L’Admòr HaZakèn ha insegnato che, nella frase pzuà dakà (Devarim 23:2), la parola dakà è scritta, (nel rotolo della Torà), con una alef al termine, e non con una hei. A Praga, vi è un rotolo della Torà, che, secondo la tradizione locale, fu esaminato e corretto da Ezrà lo Scriba. Esso viene letto solo a Simchà Torà, ed è sempre arrotolato in modo da consentire la lettura della parashà dello shemà. Durante il mio soggiorno a Praga, nel 5668 (1908), ebbi modo di vedere questo rotolo, ed in esso, la parola dakà è scritta con la alef. Quando mi trovai a Worms, nel 5667 (1907), vidi anche lì un sefer-Torà scritto, secondo la loro tradizione, da Rabbi Meir di Rotenberg, ed anche lì la parola dakà era scritta con la alef. Vedi anche Sherìt Yehudà, (Yorè Deà, 16) e Divrèi Nechemya (Yorè Deà, 22). Mishnàt Avraham (Sez. 32) cita un numero di opere, che trattano questo soggetto.

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