HaYomYom: Mercoledì, 6 Adàr 2 5779

Sabato                                                     6 Adàr 2                                                  5703

HaftaràVatishlam kol hamelachà Nelle benedizioni dell’haftarà noi diciamo sempre neemàn verachamàn ata, e toshià utesamàch

È un dato ammesso, fra gli anziani  di anàsh (i membri della comunità chassìdica di Chabad), che il Tanya sia una compilazione di parole e consigli, dati dall’Admòr HaZakèn  ad anàsh in yechidùt (incontro privato col Rebbe), negli anni 5540-5550 (1780-1790). Nell’estate del 5552 (1792), egli iniziò a riordinare il Tanya nella forma attuale. Un anno dopo, vi erano già numerose copie e, col tempo, vi furono corruzioni del testo e persino falsificazioni. Per questa ragione il Rebbe si affrettò, allora, a farlo stampare. Un’altra versione: per vent’anni il Rebbe scrisse la sua opera, il Tanya, esaminando con estrema precisione ogni parola. Nell’anno 5555 (1795) il testo era puro e limpido ed egli diede il permesso, che venisse copiato. Quando le copie divennero numerose e corrotte, egli lo fece stampare. Il Zemmach Zedek raccontò che, il primo Capodanno della sua vita (nel 5550, 1789), l’Admòr HaZakèn fece un discorso sull’affermazione del Talmùd: Un voto gli viene imposto: “Sii giusto”… Questo discorso costituisce, di fatto, i primi tre capitoli del Tanya.

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