HaYomYom: Mercoledì, 22 Adàr 5780

Sabato                                                      22 Adàr 1                                               5703

Haftarà: Vayshlàch Ach’av

Mio padre scrisse in uno dei suoi maamarìm: Per quel che riguarda la seudàt shlishìt (il terzo pasto del Sabato): l’allusione al verso, ‘oggi non ne troverete (la manna, e cioè, il pane di Sabato), ecc., significa solo che il pane non è richiesto al terzo pasto, ma qualcosa,  noi la dobbiamo assaggiare. R: Yossi disse: ‘Possa fare io parte di coloro, che consumano  tre pasti di Sabato’.

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L’Admòr HaZakèn insegnò, poco dopo il suo arrivo a Lyozna: Uno deve sempre (leolàm) essere scrupoloso (zahìr) riguardo la preghiera di Minchà. La qualità, che rende speciale Minchà, rispetto a Shacharìt e Maarìv, è che essa capita in mezzo alla giornata, quando la gente è affaccendata ed occupata nei propri affari personali e, pur tuttavia, si interrompe per pregare Minchà. Quindi, leolàm (‘sempre’ o, più letteralmente, ‘per il mondo’), il servizio dell’uomo in questo Mondo è… …yehì adam (letteralmente, ‘l’uomo deve essere’, ma le parole Ebraiche significano anche ‘sii un uomo’, e cioè) che il suo intelletto illumini ed influenzi le sue emozioni. …zahìr (letteralmente ‘scrupoloso’, ma anche): ‘luminoso’, e cioè, che la forma (lo spirito) ‘illumini’ o predomini sulla materia. Ciò diviene percepibile attraverso la preghiera di Minchà.

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Lunedì                                                  22 Adàr 2                                                  5703 

Birkàt Kohanìm (la Benedizione dei Sacerdoti) attrae l’Intelletto Divino. Il “sollevare le mani” (da parte dei kohanìm) è l’elevazione degli attributi emotivi (midòt). Il loro benedire Israele, “figli di re”, significa malchùt. Così, noi abbiamo tutta la configurazione delle Dieci Sefiròt.

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