HaYomYom: Lunedì, 20 Menachem Av 5780


Sabato                                               20 Menachem Av                                         5703


Come per la mizvà dei tefillìn, per esempio, vi è un posto designato per essi, sulla testa e sul braccio, ed uno sente il loro peso sulla testa e la loro stretta sul braccio, così è anche per quanto riguarda le mizvòt di ahavà  e yirà, amore e timore di D-O. Come scrive il Rambam, nel Yesodèi HaTorà 2:1: “È un precetto quello di amare e temere il D-O onorabile e venerando, come è detto: “Ama HaShem tuo D-O” e “Dovrai temere Hashem tuo D-O.”

Ora, il vero compimento di questi precetti è quando essi sono accompagnati da una sensazione fisica, quando la carne stessa del cuore sente in modo concreto (l’amore ed il timore), così come, per esempio, quando si incontra il proprio devoto amato. Non solo ci si sentirà bene, allora, e ci si dimenticherà di tutti i problemi, ma si godrà anche di un rinnovato senso di vitalità interiore e di ottimismo, poiché il cuore è pieno del bene, che si sente per lui.

Così accade anche per quel che riguarda l’attributo del timore (di D-O); si viene colti da un grande e tremendo timore, poiché in quel momento ci si ricorda di tutto ciò che non è stato conveniente nei propri pensieri, parole ed azioni. Il cuore sente, allora, un dolore tangibile, per il timore della punizione ed il timore del Cielo. A volte si arriva a sperimentare una intensa vergogna (yiràt boshet), o anche un timore reverenziale, davanti alla trascendente maestosità di D-O.

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