HaYomYom: Mercoledì, 17 Shvàt 5779

Sabato                                                      17 Shvàt                                                    5703

Durante la lettura della Cantica del mare, si sta in piedi. Haftarà: U’Dvorà ishà nevià.

Vi è un’usanza di mangiare grano saraceno in questo Shabàt.

Nel Shabàt di Beshallàch del 5621 (1861), il Zemmach Zedek pronunziò il maamàr ‘Reù ki HaShem’, pubblicato in Likutèi Torà. Dopodichè egli disse a suo figlio, mio nonno: Nel Shabàt di Beshallàch del 5565 (1805), mio nonno pronunciò questo maamàr, dopodichè egli mi chiamò e mi disse che nel 5529 (1769), quando era a Mezerich, il Magghìd lo chiamò nella sua stanza e gli disse:

    “Nel Shabàt di Beshallàch del 5516 (1756), il Baal Shem Tov pronunciò un maamàr su “Vayashàv hayàm…l’eitanò” (‘Il mare ritornò alla sua forza’), in cui “l’eitanò” viene letto dai Rabbini come ‘litnaò’, ossia alla sua condizione precedente o al suo accordo (all’atto della Creazione, D-O fece un accordo, o una condizione, con il Mar Rosso, secondo la quale questo avrebbe dovuto aprirsi, per far passare Israele). Nel 5521 (1761), un anno dopo la scomparsa del Baal Shem Tov, il mio Rebbe (il Baal Shem Tov) venne da me, pronunciò il maamàr, ed aggiunse una spiegazione sul soggetto di “fare la Sua volontà”, in contrasto con il “fare la Sua parola”. Ed oggi, il mio Rebbe è venuto di nuovo da me, per ripetermi il maamàr.

Il Magghìd, a quel punto, ripetè il maamàr all’Admòr HaZakèn, aggiungendo un’interpretazione di “Fiume Ghinài, dividiti per me!”, che è simile all’apertura del Mar Rosso. Il Zemmach Zedek concluse: “Oggi, il Baal Shem Tov, il Magghìd e l’Admòr HaZakèn sono venuti da me, ripetendo ognuno il maamàr nel suo proprio stile. Qualche ora dopo il Zemmach Zedek chiamò, nuovamente, mio nonno e gli disse un’interpretazione del maamàr.

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