HaYomYom: Mercoledì, 16 Sivàn 5779

Sabato                                                       16 Sivàn                                                5703

I primi Saggi, che furono come angeli (possa il loro merito esserci di protezione), hanno di già stabilito, che la guarigione dell’anima è come quella del corpo. Il primo passo è quello di individuare la dislocazione della malattia: se essa è causata dalla grossolanità, rozzezza e corruzione del proprio corpo fisico o da un difetto nelle proprie ‘forze dell’anima’, a causa dell’inclinazione della persona verso tratti indesiderabili, come l’arroganza, la menzogna e simili. O, forse, l’origine della malattia è l’abitudine: un’educazione inadeguata o un ambiente malsano, che hanno portato a cattive abitudini. Senza aver appurato la specifica dislocazione della malattia e la causa dell’infezione, è impossibile intraprendere una cura.  Uno può solo prescrivere una via di condotta appropriata in generale, in tutti i campi; cosa fare e cosa evitare. “Fare  del bene”, in termini di osservare le mizvòt, designare dei tempi per lo studio della Torà e acquistare buoni tratti del carattere, ed anche “allontanarsi dal male”. La cosa più urgente, però, è che il paziente si renda consapevole di due cose: 1)  sapere di essere ammalato e desiderare con fervore di essere guarito dalla sua malattia; 2)  sapere che egli può guarire, con la speranza e l’assoluta certezza che, con l’aiuto di D-O, egli guarirà, di fatto, dalla sua malattia.

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