HaYomYom: Mercoledì, 13 Adàr 5778

Giovedì                                                    13 Adàr 1                                               5703

Tachanun non viene detto a Minchà.

Mio padre disse: “Sono sicuro che quando un chassìd è nel beit hamidràsh (casa di studio) e studia o recita un maamàr di Chassidùt con altri, i miei padri se ne riempiono di gioia; e la loro gioia è sufficiente a provvedere a quel chassìd, ai suoi figli ed ai figli dei figli, un’abbondanza di benedizioni sia riguardo alle cose materiali, sia a quelle spirituali.

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Sabato                                    13 Adàr 2, Parashàt Zachòr                                   5703 

Haftarà: Ko amàr HaShem. Recita Av Harachamàn. Non dire Zidkat’cha.

“Venne Amalek e combattè contro Israele in Refidim.” “Refidim” implica il significato di “debolezza delle mani”, Israele, che trascura la Torà. Quando gli Ebrei si indeboliscono nella Torà – e la Torà è per essere osservata e messa in atto, nei fatti – allora arriva Amalek e raffredda l’ardore dell’Ebreo. “Amalek combattè contro Israele”. La parole “Israele” è un acronimo per “vi sono 600.000 lettere nella Torà”; (Ogni Ebreo ha una lettera nella Torà, e questa è la ragione per l’uso generale, per ogni Ebreo, di avere una lettera scritta in un Sefer Torà). Amalek raffredda questa santità della Torà. L’antidoto a ciò è (il comando di Moshè a Yehoshua): “Scegli degli uomini per noi” – gli uomini di Moshè, e “In ogni generazione vi è un’estensione di Moshè,” poiché in ogni generazione vi sono i “capi delle migliaia di Israele”. “Ed esci a combattere Amalek.” Nota la forma verbale al singolare (che si indrizza, cioè, ad ogni singolo individuo), poiché la Torà è eterna, valida, allo stesso modo, in ogni generazione, in ogni tempo ed in ogni luogo.

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