HaYomYom: Mercoledì, 10 Shvàt 5779

Sabato                                                       10 Shvàt                                                5703

(A questo punto, nel testo ebraico, appare un emendamento ad un passaggio di Torà Or, rilevante solo in ebraico. Il traduttore.)

Quando mia nonna, Rabanìt Rivka, aveva diciott’anni (nel 5611, 1851), si ammalò e il dottore le ordinò di mangiare subito, appena alzata. Ella però non voleva mangiare prima di pregare; così pregava molto presto, e poi faceva colazione. Quando suo suocero, il Zemach Zèdek, lo venne a sapere, le disse: “Un Ebreo deve essere sano e forte. A proposito delle mizvòt, la Torà dice ‘Vivi in esse’, il che significa portare vitalità nelle mizvòt. Per essere in grado di infondere vitalità nelle mizvòt, bisogna essere forti e gioiosi.” Egli poi concluse dicendo: “Non devi restare senza nutrimento. Meglio mangiare per pregare, che pregare per mangiare;” egli la benedì quindi per una lunga vita (era nata nel 5593/1833 e morì il 10 Shvàt, 5674/1914). Mio padre riportò questo insegnamento del Zemach Zèdek a qualcuno, durante una yechidùt (udienza privata), aggiungendo: “E ciò va fatto con gioia.”

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