HaYomYom: Lunedì 19 Nissàn 5780

Sabato                                                       19 Nissàn                                              5703

            4° giorno dell’omer

In Lechà dodì sostituisci besimcha, e dì gam besimcha uv’tzahala.

Le seguenti preghiere vanno dette sottovoce, in questo Shabàt: Eshet chayl, Mizmòr leDavìd, Da hi seudata. Anche Veyitèn lechà.

Una volta mio padre spiegò, a proposito del Ma nishtana (le “quattro domande” alla sera del Sèder):

Cosa ha di diverso questa notte, e cioè questo esilio presente, ed ultimo, di Israele (l’esilio viene paragonato alla notte), da tutte le altre notti, ossia dagli esili precedenti?

1) Tutte le altre notti noi non intingiamo (il termine Ebraico matbilin è usato per l’immersione in un mikve di purificazione), nel senso di pulire, nettare, purificare…

…neanche una volta; ossia, la purificazione non fu completata nei precedenti esili, visto che essi furono seguiti da altri esili;

mentre questa notte noi intingiamo due volte, questo ultimo esilio porterà alla purificazione del corpo ed alla rivelazione dell’anima.

2) Tutte le altre notti noi mangiamo chamèz o matzà. In seguito ad ogni precedente esilio il nostro servizio coinvolgeva la nostra anima Divina (indicata dalla matzà, una metafora per l’annullamento del sé) ed anche l’anima animale (indicata dal chamètz, una metafora per l’ego, il sentire il proprio ‘sé’ );

Mentre questa notte, in seguito a quest’ultimo esilio…

…noi mangiamo solo matzà, poiché lo spirito di impurità verrà abolito.

3) Tutte le altre notti noi mangiamo diverse verdure. Il viso della persona gelosa diventa verde (essendo questo colore il simbolo dell’invidia). Durante i precedenti esili vi furono varie forme di invidia; per esempio, l’invidia competitiva fra gli allievi, studiosi di Torà.

Mentre questa notte, in seguito a quest’ultimo esilio…

…solo maròr, erbe amare, la forma più intensa d’invidia, secondo l’affermazione del Talmùd, per cui “Ogni zadìk ‘arderà’ per la chuppà del suo compagno.”

4) Tutte le altre notti noi mangiamo sia seduti, sia reclinati… “Mangiare” indica il piacere spirituale, taanùg, nelle rivelazioni derivate dall’esilio. Vi è l’estensione del taanùg, e cioè la sua manifestazione, e vi è (una forma più elevata) l’essenza del taanùg. Alcuni, attraverso il loro servizio, raggiungono l’estensione del taanùg, mentre altri raggiungono l’essenza del taanùg.

…mentre questa notte tutti reclinati. Dopo questo ultimo esilio, tutto Israele raggiungerà l’essenza stessa del taanùg.

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