HaYomYom: Lunedì, 12 Nissàn 5780

Sabato                                                       12 Nissàn                                              5703

Dal tempo dell’esodo dall’Egitto il popolo d’Israele è chiamato l’ “Esercito di D-O”. Essi sono anche chiamati ‘servi’. La differenza è questa: il servizio che un servo svolge  per il suo padrone può essere a diversi livelli; egli può lavorare all’arte delicata di infilare perle, può svolgere altri tipi di lavoro, che richiedono perizia, o può compiere incarichi del tutto semplici. Il suo servizio comporta grande fatica e impegno, ma ciò non rappresenta un completo dare se stesso, un volontario sacrificio di sé, pronto a dare la sua vita. I soldati sono servi, che servono con grande sforzo e impegno e con auto sacrificio, sia nelle guerre di difesa, sia in quelle di attacco. I soldati stanno fissi nelle loro postazioni, col massimo grado di fermezza e determinazione, senza lasciarsi impressionare dal nemico, che si erge contro di loro; il loro servizio non ha a che fare con la comprensione, dato che essi agiscono secondo gli ordini dei loro comandanti.

Gli Ebrei, in Egitto, erano al massimo grado di avvilimento, sottoposti a un duro asservimento e ad amare afflizioni, eppure, nonostante ciò, essi non cambiarono i loro nomi, la loro lingua o il loro modo di vestire. Con assoluta determinazione, essi rimasero fissi nelle loro postazioni, poiché sapevano che D-O aveva promesso che li avrebbe redenti.

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