HaYomYom: Giovedì, 11 Tishrei 5780

Domenica                                             11 Tishrei                                                  5704

Alla conclusione di Yom Kippùr del 5596 (1795) a Lyozna, l’Admòr HaZakèn pronunciò un discorso in pubblico (allora i suoi discorsi erano abitualmente corti) sul verso: “Chi è come l’Eterno nostro D-O, ogniqualvolta facciamo appello a Lui”, riguardo al quale i Saggi commentano: “a Lui” e non ai Suoi attributi:

Pardès Rimonìm spiega che “a Lui” si riferisce alle ‘oròt’ (‘radianze’ o ‘illuminazioni’), così come esse si vestono dei ‘contenitori’ delle Dieci Sefiròt dell’Azilùt. Il Rebbe, il Baal Shem Tov, dice che “a Lui” si riferisce al Divino che si veste dei ‘contenitori’ delle Dieci Sefiròt dell’Azilùt. Il significato semplice è: “a Lui” si riferisce all’Essenza dell’En Sof (l’Infinito, D-O), del quale ogni semplice Ebreo ha una conoscenza essenziale, tramite la sua fede semplice. Questo è il significato di “vicino a lui” (alla persona) e “ogniqualvolta noi facciamo appello a Lui (D-O)” – (Queste due espressioni si riferiscono rispettivamente a) l’Essenza dell’En Sof e l’essenza dell’anima. Pregare con una fede semplice unisce l’essenza dell’anima all’Essenza dell’Infinito, cosicchè l’Essenza dell’En Sof potrà essere il ‘Guaritore dei malati’ e ‘Colui Che benedice gli anni’.

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