Cinque volte Mazal Tov!

Una benedizione del Rebbe e l'impossibile era diventato possibile. Le vere prove, però, cominciavano solo allora, e solo una fede pura e profonda poté dare loro il coraggio di superarle, fino a vedere il compimento del miracolo!

David Segal era nato e cresciuto a Pietroburgo. Tutto ciò che egli sapeva del suo Ebraismo, era che il nonno di suo nonno era stato un rabbino importante, fra i chassidìm di Chabad. Non aveva alcuna idea di cosa fosse un bar mizvà e neppure la circoncisione gli era stata fatta, quando aveva otto giorni. Quando la sua origine Ebraica si risvegliò in lui, egli si recò in visita in Israele, secondo un programma organizzato dall’Agenzia Ebraica. Nel corso di quella visita, incontrò la sua futura moglie, Esther. I due tornarono a Pietroburgo e si sposarono con un matrimonio civile, privo di qualsiasi connotazione Ebraica.

     David ed Esther trascorrevano, ogni anno, le loro ferie in Israele. Un anno, strinsero amicizia, in modo particolare, con una delle guide del gruppo col quale si trovavano in ferie: Alexander Maimòn. Si trattava di un chassìd Chabad, il quale destò in loro il desiderio di avvicinarsi all’Ebraismo. In seguito alle  loro lunghe conversazioni, iniziò a prodursi nella giovane coppia una vera e propria rivoluzione interiore. Si affacciò, per loro, un nuovo modo di vedere il mondo, di pensare. Il primo risultato lo si vide al loro ritorno a casa, quando fecero richiesta al Rabbino Capo della città di Pietroburgo di organizzare per loro un matrimonio Ebraico, secondo tutte le regole.

    Passarono quattro anni da allora, ed ancora i due giovani non avevano provato la gioia di abbracciare un figlio. I dottori che erano stati interpellati, avevano dato tutti un parere molto negativo sulla possibilità futura di mettere al mondo figli. Durante una visita estiva in Israele, David ed Esther ebbero l’occasione di conoscere la famiglia Friedland, di Kiriàt Malàchi, chassidìm Chabad, ed il capo famiglia, rav Avraham, propose loro di chiedere un benedizione al Rebbe di Lubavich. L’idea fu accolta con entusiasmo e, con l’aiuto di rav Avraham, i due scrissero una lettera al Rebbe, inserendola poi in uno dei volumi dell’Igròt Kodesh (una raccolta delle  lettere del Rebbe, in risposta ad innumerevoli richieste di consiglio e benedizione). La lettera che compariva nella pagina che era stata aperta, conteneva una risposta diretta, nella quale il Rebbe dava non solo una benedizione per dei figli, ma anche il suggerimento del nome per il nascituro. La giovane coppia, che aveva sentito già di molti miracoli, seguiti ad una benedizione del Rebbe, riprese coraggio. Al ritorno a casa, i due si rivolsero ad un ulteriore specialista, chiedendo di essere aiutati a trovare una soluzione per il loro problema. Il dottore, che non nutriva molte speranze nel successo di un’eventuale terapia, si dichiarò, comunque, disponibile a provare, dietro, naturalmente, un lauto compenso. Ancora maggiore fu, quindi, la sorpresa, quando Esther entrò in gravidanza, già dopo il primo trattamento. Una gioia senza confini! Non sapevano ancora, però, cosa li attendeva…

       Accadde dopo alcune settimane. Esther si recò ad una delle visite di routine, ed ebbe la sorpresa di scoprire che attendeva dei gemelli! Non sapendo trattenere l’emozione, telefonò subito al marito, ma la telefonata fu subito seguita da un’altra, nella quale Esther, correggendosi, dovette annunciare al marito, ciò che il medico le aveva appena detto: “David! Aspettiamo tre gemelli!”…  David non aveva ancora fatto a tempo ad abituarsi alla notizia, che arrivò un ulteriore aggiornamento: “Pare che siano quattro!” A questo punto, però, Esther ormai piangeva. Ella raccontò al marito che, secondo il medico, si trattava di una gravidanza ad alto rischio e che era necessario ‘diluire' il numero dei feti!

    David, come prima cosa, si rivolse al suo rabbino che, a sua volta, si consultò con altre autorità rabbiniche in Israele. Dato che le risposte erano discordanti, la coppia accettò la proposta di chiedere consiglio al Rebbe. La risposta del Rebbe era che ‘bisogna salvaguardare la materia umana e non rinunciare ad essa’, da cui si capì che era assolutamente contrario ad ogni forma di aborto. Essi presero quindi la decisione coraggiosa di tenere tutti i feti. Il timore era comunque grande, per cui tornarono a scrivere al Rebbe, per informarlo della decisione presa e chiedere un’ulteriore benedizione, perché tutto andasse bene. La risposta nell’Igròt Kodesh conteneva una benedizione per una gravidanza ed un parto in buona salute.

    Come prevedibile, il medico non volle prendersi la responsabilità di una gravidanza così complicata, e consigliò loro di continuarla, sotto controllo, in Israele o in America, dove i medici sono più specializzati. Dopo una settimana, David ed Esther erano già a Gerusalemme. David trovò dove studiare, mentre Esther restava a casa. Fu allora, che scoprirono che non si trattava di una gravidanza quadrupla, ma… quintupla! Arrivò una fase in cui Esther dovette essere ricoverata in ospedale. Anche qui, i dottori consigliarono caldamente di rinunciare a qualcuno dei feti, ma la coppia rimase ferma nella sua decisione, confortata dalle benedizioni del Rebbe. Non passò molto tempo, che si presentarono una serie di complicazioni, che misero in pericolo la gravidanza. I medici non risparmiarono rimproveri alla coppia, accusandola di aver provocato irresponsabilmente quella situazione, mettendo così in pericolo la vita di tutti i feti e anche quella della madre. Nella realtà dei fatti, invece, la situazione si ristabilì in maniera miracolosa.

      Dopo qualche settimana, David si rivolse di nuovo al Rebbe, ricevendo la risposta a pagina 162 del volume 11 dell’Igròt Kodesh. Il Rebbe, riferendosi alle condizioni della moglie di chi gli aveva scritto, consigliava al marito di controllare tefillìn e mezuzòt, concludendo con una benedizione per una gravidanza ed un parto in buona salute. Il risultato del controllo dei tefillìn rivelò che, in effetti, si era creato un problema che li aveva resi inadatti all’uso. Subito ne venne acquistato  un paio nuovo. Presto, però, si presentò un nuovo problema, nel corso della gravidanza, ed i medici tornarono ad essere pessimisti. David tornò a scrivere al Rebbe, ed il problema, ancora una volta venne superato. La vigilia del martedì, 2  Elùl 5761, nacquero i cinque gemelli, ormai leggendari. Due maschi e tre femmine, belli e sani. Un parto che venne considerato, in tutti i sensi, un miracolo. Solo la fede salda nella benedizione del Rebbe, aveva dato alla coppia la forza necessaria di resistere davanti a tutte le difficoltà.

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