C’è sempre una strada aperta


La forza della Torà Tutte le altre contaminazioni rituali di un Ebreo si riferiscono al corpo vivente. Anche dopo essersi contaminato, esso continua ad ospitare in sé un’anima che è “una vera e propria parte di D-O”. Essendo il potere di D-O illimitato, è facile comprendere come l’anima sia in grado di rimediare all’impurità, così da permettere alla persona di tornare al suo stato di purezza (dopo l’immersione in un mikve). Non è così però riguardo al tumàt met, la cui impurità deriva dal fatto che il corpo, essendosi scisso dall’anima, ha cessato di vivere; un corpo separato dalla propria anima non è che un oggetto inanimato. Per questo Moshè era perplesso: “Come è possibile una purificazione da un tipo di contaminazione così grave?” D-O calmò la sua ansietà dicendogli: “Queste sono le leggi della Torà”. L’effetto della Torà e dei suoi precetti è così potente, che può portare alla purificazione anche dopo che l’anima ha lasciato il corpo.

Il legame dell’Ebreo con D-O non può essere reciso Ad un livello più profondo ed esoterico: l’aspetto spirituale dell’impurità si riferisce a un difetto nella relazione dell’Ebreo con D-O. L’Ebreo è considerato essere ‘vivo’, come risultato del suo attaccamento a D-O. Quando un Ebreo pecca, il suo legame con D-O si indebolisce; egli è quindi meno ‘vivo’ e diviene impuro. Più diminuisce il suo rapporto con D-O, più cresce il suo stato di impurità. Ma anche quando viene a formarsi una grave breccia nella sua relazione con D-O, causandogli una forte impurità, in ogni caso, fino a che la sua relazione non è completamente scissa, l’Ebreo mantiene la sua facoltà innata di tornare nuovamente ad uno stato di purezza, rinsaldando la sua dedizione a D-O, alla Sua Torà ed ai suoi precetti. Quando però il livello e la gravità della trasgressione di un Ebreo è tale da rescindere il suo legame con D-O, ciò che si produce allora è il tumàt met. Moshè rimase sconcertato quando gli furono comunicati i mezzi per la purificazione da una contaminazione così proibitiva. Egli non riusciva a capire come fosse possibile purificarsi dal tumàt met. D-O risolse la sua perplessità assicurandogli che il legame dell’Ebreo con D-O non è mai completamente reciso. Il rapporto innato dell’Ebreo con D-O e l’effetto della Torà e dei precetti che egli ha osservato in passato è così grande, che persino il tumàt met è passibile di purificazione. (Basato su Likutèi Sichòt, vol. 18, pag. 232-234)

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