Amore, pace ed unità


Un insegnamento valido per tutti Il fatto che il Rebbe Rayàz ci abbia raccontato questo episodio, dimostra senza dubbio che esso offre un insegnamento anche ad ognuno di noi. Ognuno di noi ha una qualche influenza su determinati ambiti, si tratti anche solo della propria famiglia o, comunque, perlomeno di se stesso. Per questo, all’inizio del lavoro personale di ognuno su se stesso, e come introduzione alla sua particolare forma di ‘leadership’, l’Ebreo deve sapere che, volendo chiedere una benedizione di riuscita a D-O, il primo passo da compiere e la preparazione più adatta è proprio il legame d’amore con ogni Ebreo. Ciò sarà una preparazione e uno strumento perchè l’Onnipotente esaudisca le sue richieste, poiché la pace è ciò che è in grado di contenere in sè entrambe le benedizioni, sia quella spirituale che quella materiale.

Con l’amore disinteressato si porta Moshiach Questo principio riguarda in particolare questi giorni. Noi ci troviamo nel periodo delle ‘Tre Settimane’, durante le quali ricordiamo la distruzione del Tempio e gli altri eventi occorsi in questo periodo (il 17 di Tamùz fu aperta una breccia nelle mura di Gerusalemme, la città fu invasa e, tre settimane dopo, il 9 di Av, il Tempio fu distrutto). Il nostro obbligo di ricordare ciò non è ovviamente in funzione di un puro atto di memoria, ma serve a derivarne un insegnamento per la nostra condotta presente. Cosa impariamo dal ricordare la distruzione del Tempio e portarne il lutto? Fondamentalmente, la necessità di annullare la causa stessa della distruzione. I nostri saggi ci dicono che la distruzione fu causata dall’odio gratuito. Per questo, noi dobbiamo eliminare quella causa: l’odio gratuito lo si annulla con l’amore gratuito, disinteressato. Deve esservi amore per ogni Ebreo, indipendentemente dalle sue qualità. Va amato, quindi, anche chi non ci ha mai fatto alcun favore e anche colui dal quale non avremo mai bisogno di alcun favore. Va amato anche l’Ebreo che non si è mai incontrato né visto, ed anche quello per il quale non si può trovare alcuna ragione, alcuna qualità positiva, che possa giustificare sentimenti d’amore; anch’egli va amato. Questo amore, questa pace ed unità è lo strumento per la benedizione, compresa la benedizione più grande: che D-O ci mandi subito il nostro giusto Moshiach (Messia) a redimerci con la Redenzione completa e finale. (21 Tamùz 5721)

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