11 Nissàn


Il giorno del compleanno è un giorno di gioia. Perché? Poiché quando nasce, il bambino inizia la sua attività indipendente. Le facoltà dell’uomo, derivano a lui dalla sua anima, e l’anima esiste, in tutta la sua grandezza, già prima della sua nascita. Quand’è, però, che inizia il servizio Divino dell’anima? Quando l’anima inizia a purificare questo mondo, in modo da avvicinare la Gheulà? Solo al momento della sua nascita! 

  Per questo, il compleanno dell’uomo è un giorno di grande gioia. Ed in particolare, quando si tratta del compleanno del Giusto, del Rebbe. 

    Di Moshè Rabèinu è detto: “Nel momento in cui nacque, tutta la casa si riempì di luce”. Quando Moshè Rabèinu era un feto, nel ventre di sua madre, si trovava già allora a casa, e la sua anima era già nel pieno della sua potenza, eppure, la casa era ancora buia. Quando iniziò ad illuminare? Nel momento in cui egli nacque.

    Anche l’anima del Rebbe non ha attinenza con il mondo, prima della nascita. Solo quando nasce, nel giorno della sua nascita, ha inizio il suo servizio: egli inizia ad illuminare tutto il mondo, a dare forza ad ogni Ebreo, in generale, e, ovviamente, ai suoi chassidìm ed a coloro che si tengono  collegati a lui, così che ognuno di loro possa fare di tutto il mondo una dimora per D-O benedetto, in modo che si riempia tutta la casa, e cioè la dimora di D-O, di luce.

  Questa è la gioia per la nascita del Rebbe. La gioia che noi ricordiamo e di cui ci rallegriamo ogni anno. È la gioia di tutto il popolo d’Israele, e non solo di quelli, che hanno avuto il merito del piacere dell’insegnamento del Rebbe, poiché, dalla sua nascita, il Rebbe ha iniziato ad illuminare tutto il mondo. (Riassunto da ‘Likutèi Sichòt’ parte 2, pag., 605-606)

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