HaYomYom: Domenica, 3 Kislèv 5780

Martedì                                                      3 Kislèv                                                5704 Una differenza fra la condotta del Baal Shem Tov e quella del Magghìd era che il Baal Shem Tov faceva diversi viaggi, mentre il Magghìd non si muoveva da casa. Oltre a ciò, ai tempi in cui il Magghìd era Rebbe, la Chassidùt era già ampiamente conosciuta, anche in località remote, grazie ai viaggi della Società Sacra (i discepoli del Magghìd), e molte persone comuni, laiche, si erano collegate alla Chassidùt ed avevano preso l’uso di  recarsi a Mezrich (residenza del Magghìd).

HaYomYom: Sabato, 2 Kislèv 5780

Lunedì                                                        2 Kislèv                                                5704 Mio nonno, una volta, spiegò in un maamàr la frase, R. Elazàr prima diede una moneta ad un povero, e dopo pregò (Baba Batra 10a), in questo modo: “Bisogna pregare con vitalità. Dando, prima della preghiera, della carità ad un povero – dandogli, quindi, vita – si aggiunge una grande vitalità alla nostra preghiera.” Dicendo questo, egli fece un movimento con la mano dal basso verso l’alto, ad indicare che si tratta di un’aggiunta, che sorpassa ogni immaginazione. Effettivamente, spesso mio padre cercava un povero, prima della preghiera, per dargli del cibo.

HaYomYom: Venerdì, 1 Kislèv 5780

Domenica                                        1 Kislèv, Capo Mese                                      5704 Vi furono dei periodi in cui R. Yekutiel Liepler, un chassìd dell’Admòr HaZakèn, pregava Shacharìt, Minchà e Maarìv uno di seguito all’altro; non vi era tempo per degli intervalli.

Essàv non è nato malvagio

Una via particolare Se si vuole approfondire ulteriormente la questione, appare ancora più sorprendente il fatto di per sé che il figlio di Yzchàk, nostro Padre, che era attaccato a D-O con tutta la propria anima, fosse attratto dall’idolatria quand’era ancora nel ventre di sua madre. La domanda non è sul fatto che, crescendo, divenne malvagio, poiché all’uomo è data la libera scelta di comportarsi come vuole. Ciò che è inspiegabile è come fosse possibile che Essàv, già nel ventre di sua madre, rivelasse una tendenza naturale verso l’idolatria?! Noi dobbiamo arrivare a dire che questa tendenza, di per sé, non poteva essere una cosa negativa, ma una via particolare di servire D-O. Il Rambam

Le benedizioni di Izchak

“Questa è la discendenza di Izchak, figlio di Avraham” (Genesi 25:19). Per quel che riguarda Izchak ed il suo servizio Divino, ci troviamo davanti a due aspetti, opposti l’un l’altro: è noto che l’attributo di Izchak fu quello dell’yirà (timore, rispetto reverenziale), come si trova scritto: “Ve pachad Izchak” (“E timore di Izchak”, Genesi 31:42). Proprio in ciò, si distinse il servizio di Avraham da quello di Izchak: il servizio di Avraham fu caratterizzato dall’attributo di chèssed (amore e benevolenza) (“Avraham, che Mi amava” Isaia 41:8), mentre quello di Izchak, dall’attributo del timore e della riverenza. D’altro lato, vi sono diversi aspetti, in Izchak, che hanno profonda attinenza e

I pozzi di Izchak: un Santuario interiore

Tre pozzi, tre Templi Nella parashà di Toledòt si parla di un curioso incidente riguardante  tre pozzi, che Izchak fece scavare. Per i primi due pozzi sorse una contesa con i filistei, mentre solo sul terzo non vi fu disputa e le sue acque rimasero accessibili. È risaputo che “le azioni dei padri sono un segno per i figli.” Gli eventi della vita dei Patriarchi indicano l’attività spirituale che i loro discendenti, il popolo Ebraico, devono perseguire. Inoltre, dal momento che il Rebbe ha profetizzato che “il tempo della vostra Redenzione è arrivato”, l’insegnamento che noi ricaviamo da un particolare episodio, deve focalizzarsi su cosa noi dobbiamo fare per  preparare il mondo all’avvento di

HaYomYom: Mercoledì, 29 Marcheshvàn 5780

Sabato                                                     29 Cheshvàn                                           5704 Benedici il mese di Kislèv. Recita l’intero libro dei Salmi, la mattina presto. Giorno di farbrenghen. Non si può descrivere la grandezza del merito di coloro che partecipano al servizio sacro di recitare i Salmi con un minyàn (congregazione di un minimo di dieci Ebrei), e il grande piacere che questo servizio causa in Alto, come viene spiegato nei sacri testi ed in minima parte nel Kuntres Takanàt Tehillìm Berabìm (Kovez Michtavìm 1). Quanto fortunati siete, Israele, e per questo possiate essere benedetti voi, le vostre mogli, i vostri figli e le vostre figlie (che D-O conc

‘Follia di santità’

La disponibilità a sacrificarsi Nello stesso racconto, la madre di Yacov, Rivkà, dovette persuadere Yacov a procurarsi quelle benedizioni, rassicurandolo con queste parole: “La tua maledizione ricada su di me, figlio mio”. Il significato di ciò è che, nel caso le azioni di Yacov, D-O non voglia, gli avessero procurato una maledizione, Rivka l’avrebbe accettata completamente su di sé. Ma che tipo di rassicurazione è mai questa? Qualsiasi figlio, tanto più Yacov, si preoccupa per la propria madre. Come avrebbero potuto quindi le parole di Rivka risultare tranquillizzanti? Eppure fu proprio ciò che accadde con Yacov. La spiegazione sta in ciò: l’atto di procurarsi con l’inganno quelle benedizi

HaYomYom: Martedì, 28 Marcheshvàn 5780

Venerdì                                                  28 Cheshvàn                                           5704 Il concetto di Divina Provvidenza consiste in ciò: non solo ogni particolare movimento delle varie creature è diretto dalla Divina Provvidenza, e non solo la Divina Provvidenza è essa stessa la forza vitale, che mantiene in esistenza tutte le creature, ma, e ancora di più, il particolare movimento di ogni creatura è, in termini generali, correlato al grande disegno della Creazione… L’insieme di tutti gli atti individuali porta al completamento del grande disegno Divino, nel mistero di tutta la Creazione. Medita su ciò: se l’ondeggiare di un filo d’erba è determinato dalla Divi

Due modi di servire D-O

Due tipi di servizio Dal momento che “le azioni dei Patriarchi sono un segno per la loro progenie”, (esse forniscono cioè alla loro progenie la forza e l’ispirazione necessaria ad emulare il loro comportamento), ne deriva che ogni tipo di servizio spirituale che si trova nel popolo Ebraico, si deve poter ritrovare anche, per lo meno come “segno”, nel servizio dei Patriarchi. Il Rambam spiega che vi sono in generale due tipi di servizio spirituale: quello di chi desidera fare solo il bene, e quello di chi desidera fare il male, ma vince e sottomette la sua cattiva inclinazione. Dato che i Patriarchi furono ad un livello spirituale così elevato da desiderare di compiere solo la volontà di D-O

HaYomYom: Lunedì, 27 Marcheshvàn 5780

Giovedì                                                    27 Cheshvàn                                          5704 R. Aizik Homiler raccontò: Quando arrivai a Lyozna, incontrai anziani chassidìm, che erano stati chassidìm del Magghìd e di R. Menachem Mendel di Horodok. Essi erano soliti dire: Ama l’altro Ebreo, ed il Santo, benedetto Egli sia, ti amerà; fai un favore ad un altro Ebreo, ed il Santo, benedetto Egli sia, ti farà un favore; avvicina un altro Ebreo, ed il Santo, benedetto Egli sia, ti avvicinerà.

‘Interiorità’: un cammino per i posteri

Una sorgente di forza interiore La Torà sceglie di associare il messaggio di Toledòt ad Izchàk. Due sono le caratteristiche che riflettono la natura del servizio Divino di Izchàk: 1) al contrario di suo padre Avraham, egli non lasciò mai la Terra d’Israele; 2) i suoi sforzi furono diretti a scavare pozzi. Avraham divulgò la conoscenza di D-O nei paesi in cui abitò. Egli “proclamò… al mondo intero… che vi è un D-O e che bisogna servirLo. Egli viaggiò di città in città, di paese in paese, radunando persone e proclamando loro l’esistenza di D-O.” Izchak, al contrario, non viaggiò mai al di fuori della Terra Santa, ed anche al suo interno noi non siamo a conoscenza di suoi sforzi dedicati a rag

L’Ebreo riceve da D-O la forza di operare nel mondo

Toledòt (e) La prima missione di cui parla la Torà, appare al termine della nostra parashà: “Ed Izchàk inviò Yacov, ed egli andò…”. Yacov fu mandato a Charàn a prender moglie. Nella parashà di Chayè Sara, Avraham mandò, per lo stesso fine, Eliezer: trovare una moglie per Izchak. Eliezer, però, non era un inviato di Avraham, bensì un servo. ‘L’inviato di un uomo è come lui (colui che lo invia)’, l’inviato svolge la missione in forza di chi lo ha mandato. Per essere un inviato, egli deve essere ‘come lui’, simile a colui che l’ha mandato, così da poter svolgere la missione. Svolgendo la sua missione, quindi, egli eleva il proprio stato. La qualifica di ‘inviato’ esprime superiorità ed import

HaYomYom: Domenica, 26 Marcheshvàn 5780

Mercoledì                                              26 Cheshvàn                                            5704 La vera via è quella di conoscere il proprio carattere, riconoscere con sincerità i propri difetti e le proprie qualità. E quando si conoscono i propri difetti, bisogna correggerli, lavorando a ciò in modo attivo, e non accontentarsi soltanto di sospirare.

HaYomYom: Sabato, 25 Marcheshvàn 5780

Martedì                                                 25 Cheshvàn                                             5704 La Divina Provvidenza guida ognuno verso il suo luogo di residenza, allo scopo di rafforzare l’Ebraismo e divulgare la Torà. Quando si ara e si semina, qualcosa crescerà.

HaYomYom: Venerdì, 24 Marcheshvàn 5780

Lunedì                                                    24 Cheshvàn                                           5704 Nelle questioni materiali, dobbiamo sempre guardare a coloro che si trovano in una condizione inferiore alla nostra, e ringraziare D-O, Che è bontà, per la benevolenza che ci ha mostrato. Nelle questioni  spirituali, dobbiamo  sempre guardare a  coloro che  sono superiori a noi e pregare D-O di concederci l’intelligenza per imparare dagli altri, e la facoltà e la forza di elevarci più in alto.

Dal possesso di un uomo comune a quello di un re

Ed il campo di Efròn passo in proprietà ad Avraham Alla morte di nostra Madre Sara, Avraham andò dai figli di Chet, chiedendo loro di poter comprare la grotta di Machpelà, che si trovava nel campo di Efròn, come ‘terreno da destinare a sepltura’. Efròn gli propose tutto il campo, compresa la grotta, in regalo. Avraham, però, restò saldo nel suo proposito di comperare tutto a prezzo pieno, come egli disse: “(Considera che) ti ho dato il prezzo del campo, accettalo da me”. Alla fine, Efròn fissò come prezzo una somma considerevole: “quattrocento sicli d’argento”, ed Avraham pagò per intero la cifra richiesta: “Quattrocento sicli d’argento, moneta corrente fra i mercanti”. A questo punto, la T

Servire D-O deve comportare uno sforzo

Anche noi dobbiamo pagare il prezzo intero Il servizio spirituale di ogni Ebreo è quello di purificare il luogo in cui si trova, con lo studio della Torà e l’adempimento dei precetti, fino a diventare lì il padrone, così come lo si diventa solo quando l’acquisto viene fatto pagandone l’intero prezzo. Come Avraham pagò il prezzo pieno del campo, così è richiesto ad ogni Ebreo di pagare tutto il prezzo, e cioè di affaticarsi, sforzarsi, impegnarsi al massimo nel proprio servizio spirituale. Che non succeda che l’Ebreo dica a se stesso: ‘Sono stato dotato di buone capacità, tutto mi arriva facilmente e non è necessario che io mi sforzi’. Come nostro Padre Avraham e re Davìd rifiutarono di rice

L’unione più elevata

Spesso ci si chiede quale tipo di coppia sia la più riuscita. Se quella in cui marito e moglie siano simili per retroterra, età, livello, ecc. o quella in cui essi, provenendo da poli opposti, debbano completarsi l’un l’altra, armonizzando le loro differenze? Proviamo ad imparare qualcosa dalle coppie dei nostri Patriarchi e delle nostre Matriarche: Avraham e Sara, Izchak e Rivka. Avraham e Sara erano simili in moltissime cose. Essi erano addirittura parenti, essendo Avraham zio di Sara, avevano solo dieci anni di differenza, erano nati e vissuti nello stesso luogo, la loro famiglia non credeva in un unico D-O, ed entrambi erano passati attraverso un processo che li aveva portati a credere n

“Viva il Re per sempre!”

“E Avraham diede ad Izchak tutto quello che aveva.” Nella parashà di Chayè Sarà si parla della morte di Avraham Avìnu e della definizione della posizione dei suoi figli: “E Avraham diede ad Izchak tutto quello che aveva”, mentre “ai figli che ebbe dalle concubine, Avraham diede dei doni… e li allontanò da suo figlio Izchak.” Avraham preferì suo figlio più piccolo, Izchak, ad Ishmael ed ai figli delle concubine, che erano più grandi di lui e nominò proprio Izchak suo erede e suo successore. L’haftarà che viene letta in questo Shabàt, tratta di un avvenimento simile, che si verificò al tempo del Re Davìd, nella sua vecchiaia. Adonià, il figlio maggiore di Davìd, cercò di impossessarsi del regn

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